Banche centrali, allo studio monete digitali “sovrane”

29 Giugno 2017, di Alberto Battaglia

Alcune banche centrali, fra cui quelle cinese, danese, inglese stanno valutando la possibilità di creare le loro proprie valute digitali. Le possibili nuove monete digitali “sovrane” avrebbero in comune con il Bitcoin il drastico abbassamento dei costi di transazione. Rispetto agli scambi in moneta virtuale che avvengono con carta di credito, con una relativa commissione, si andrebbe a creare un certo risparmio.

Il professor Andrew Levin (Rutgers University), che ai microfoni di Bloomberg ha descritto queste nuove monete come l’equivalente digitale delle banconote e “libere da utilizzare”, ha dedicato all’argomento un documento che apre il campo a un nuovo modo di organizzare la politica monetaria.

Bce, Bank of England, la Bundesbank e la Banca del Canada stanno lavorando su prototipi e hanno lanciato esperimenti su piccola scala. La Svezia potrebbe emettere monete digitali entro un paio di anni. In Usa libero utilizzo. Una volta “stampate” le monete digitali, la gente potrebbe andare da Starbucks e non ci sarebbero costi di utilizzo al contrario delle carte di credito.

Rispetto al Bitcoin, una differenza chiave del nuovo sistema “sovrano” sarebbe che sarebbe garantita la stabilità di prezzo “in termini nominali” della moneta. È risaputa, al contrario, l’estrema volatilità del Bitcoin il cui prezzo ha abituato gli investitori a ripidi saliscendi.

Secondo Levin, l’abbattimento dei costi di transazione derivante dall’introduzione di monete digitali “istituzionali” favorirebbe in primo luogo la piccola impresa. E ancora, che grado di anonimato potrebbero offrire a chi vende e chi compra? Nella proposta del professor Levin, che punta ad aggiornare le pratiche di politica monetaria nell’era delle monete digitali, tale innovazione si accompagnerebbe alla possibilità, offerta ai privati, di aprire un conto direttamente presso la banca centrale, nel quale depositare la propria moneta digitale.

Un’altra differenza da approfondire sarebbe infine quella sulla natura decentralizzata della cryptocurrency: le nuove monete digitali potrebbero essere prelevate forzosamente dalle autorità in casi di crisi (come avvenuto a Cipro, o anche in Italia nel 1992)? Probabilmente questo aspetto resterebbe esclusivo delle monete digitali “senza patria”.