Bancaria svizzera confessa: così ho aiutato clienti a evadere il fisco

21 Luglio 2017, di Daniele Chicca

Una consulente bancaria che ha lavorato per Credit Suisse ha ammesso di aver aiutato clienti americani a evadere il fisco, aggirando le leggi degli Stati Uniti in materia fiscale. Davanti a una corte federale di nello stato del Virginia, la cittadina svizzera, residente nella Confederazione elvetica, si è dichiarata colpevole per violazione delle leggi fiscali americane.

La signora era responsabile di un gruppo di bancari che curava nella sede della banca a Zurigo tutta l’area regionale del Nordamerica. Nel periodo che è andato dal 2002 al 2011 la cittadina svizzera ha partecipato a una maxi operazione per aiutare i contribuenti americani a nascondere i loro redditi e i loro patrimoni al fisco americano, secondo quanto riferito dal Dipartimento di giustizia statunitense.

La bancaria era incaricata della supervisione di 1000-1500 relazioni dei clienti più benestanti ed era personalmente responsabile di 140-150 clienti, il 95% dei quali erano cittadini Usa che risiedevano principalmente a New York, Chicago e in Florida e che avevano in mano asset che raggiungevano il valore stimato di circa 400 milioni di dollari.

Sempre stando alla ricostruzione della vicenda offerta dalle autorità americane, la bancaria avrebbe ammesso inoltre che le perdite fiscali associate alla sua condotta criminale ammontano a una cifra compresa fra i 3,5 e i 9,5 milioni di dollari.

La funzionaria di banca fra il 2002 e il 2008 si recava circa due volte all’anno negli Stati Uniti per incontrare i clienti, fra l’altro anche negli uffici del gruppo a New York. Con sé aveva biglietti da visita che non portavano il logo di Credit Suisse e che presentavano un indirizzo alternativo per il suo ufficio. La consulente ha inoltre aiutato i clienti a chiudere i propri conti, a cominciare dal 2008, indirizzandoli verso altre banche e istituti della Svizzera, come Bank Frey e Wegelin & Co.

La sentenza definitiva verrà pronunciata il prossimo 8 settembre: la donna rischia fino a cinque anni di carcere e dovrà far fronte anche a sanzioni pecuniarie. Sicuramente quello della bancaria non sono un caso isolato nel suo genere.

Bancaria confessa. Credit Suisse nei guai in Usa ma anche in Italia

Nel maggio di tre anni fa Credit Suisse ha dovuto sborsare una multa da 2,6 miliardi di dollari dopo essersi è dichiarata colpevole di aver favorito l’evasione fiscale di tutta una serie di facoltosi clienti americani.

Contro la banca nel 2014 è partita anche un’inchiesta dall’Italia. Secondo quanto riportato dai media ieri la Guardia di Finanza avrebbe chiesto alle autorità fiscali della Svizzera di conoscere i beneficiari italiani titolari di quasi 10 mila conti Credit Suisse. Nello specifico si tratta di 9.953 posizioni finanziare accese presso il gruppo bancario per un importo complessivo superiore ai 6,6 miliardi.

L’iniziativa delle Fiamme Gialle rappresenta l’ultimo sviluppo di un’indagine senza precedenti partita nel 2014 con un’ispezione fiscale nella sede di Milano del Credit Suisse e decollata nel marzo del 2016 con l’iscrizione nel registro degli indagati della procura di Milano della casa madre del gruppo bancario, il Credit Suisse AG di Zurigo.