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Banca Generali ruggisce anche nel 2025

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Banca Generali guarda al 2025 con fiducia e concrete ambizioni di crescita e può farlo grazie alla forza sprigionata dai numeri dello scorso anno quando le masse totali hanno toccato i 103,8 miliardi di euro (+11,9% a/a) ben oltre l’obiettivo del piano triennale. Non solo, nell’anno la raccolta cumulata ha raggiunto i 6,6 miliardi di euro (+14% a/a) superando le stime degli analisti e della banca stessa. Questi numeri, cui si aggiunge una crescita importante del portafoglio pro capite come certifica Assoreti, testimoniano la forza dei suoi banker e in generale della sua struttura di rete che continua a rafforzarsi e svilupparsi sia nei numeri (con la crescita dei reclutamenti di consulenti di esperienza e l’inserimento di giovani) sia nelle dinamiche di lavoro, per esempio con la crescita dei team e del lavoro di squadra.

Inserimenti mirati nella rete.

“L’eccellenza del modello di business e la versatilità e ampiezza della nostra offerta continuano a garantire importanti prospettive di crescita ai consulenti che desiderano valorizzare le proprie competenze”, spiega Marco Bernardi, vice direttore generale di Banca Generali. “L’orgoglio di far parte della nostra squadra si traduce in un livello di fidelizzazione ai vertici del settore e si esplicita nei numeri da best-in-class nei portafogli medi pro capite dei nostri professionisti. Lo scorso anno abbiamo inserito oltre 150 colleghi, con un’età media inferiore ai 45 anni. Crediamo nel valore dei giovani da accompagnare nel percorso professionale così come delle donne banker che si confermano un pilastro sempre più importante nella relazione coi clienti. Per loro abbiamo previsto non solo dei programmi ad hoc di sviluppo, ma anche degli ambiti di confronto e guida dedicati supportati da un Sales Manager di grande esperienza, che ha al centro dei propri obiettivi propria la cura e realizzazione del talento”, spiega il top manager.

Il lavoro in team.

Come accennato anche lo strumento del team sta prendendo sempre più piede. Gli ingredienti che lo fanno funzionare sono la complementarità di esperienze, il supporto e la cooperazione, la visione d’insieme e la centralità del cliente. Queste caratteristiche hanno favorito la combinazione di profili, con il contributo dei giovani sempre più apprezzato e frequente al fianco di banker di standing.
“Abbiamo delle storie di grande successo di team tra i colleghi, e il modello sta continuando ad evolvere assumendo anche i tratti di vere e proprie piccole boutique con esperienze e conoscenze molto utili non solo alla pianificazione e diversificazione di investimenti, ma anche alle importanti sfide legate al dialogo generazionale, le tematiche successorie e il confronto patrimoniale allargato al perimetro di impresa”.

La squadra dei sales manager.

Per aumentare la presenza sul territorio il 2025 si è aperto con alcune novità nella struttura manageriale di rete, potenziando l’accompagnamento e il supporto dei banker nelle diverse aree. Confermata la squadra dei sales manager d’esperienza sul territorio, e di quelli strategici sui principali progetti e nel capitale umano, con la rosa dei primi che si allarga anche a Stefano Pesci in Emilia e nel Sud della Lombardia.
“Vogliamo continuare ad aumentare la nostra presenza al fianco delle famiglie e delle imprese, investendo in nuovi sportelli e uffici, in controtendenza rispetto al mercato. Con l’inaugurazione di quella di Nola in Campania, ultima in ordine di tempo dopo Varese, Asti e Vicenza, abbiamo aperto oltre una dozzina di nuove filiali nel triennio”, racconta Bernardi.

La strategia del 2025.

I prossimi mesi della Banca del Leone saranno caratterizzati da una forte attenzione al passaggio generazionale, dall’innovazione tecnologica con l’intelligenza artificiale sempre più al servizio dei consulenti, da un’attenzione alla formazione e all’educazione finanziaria perché la buona consulenza passa anche e soprattutto da lì. Un forte focus è poi sulla vicinanza agli imprenditori nelle sfide legate al patrimonio.
La banca sta prestando attenzione al mondo delle aziende e delle Pmi, con la convergenza di competenze dai servizi di wealth management e, presto, con l’affiancamento delle capacità di Intermonte, su cui Banca Generali ha da poco terminato con successo l’Opa.
Altro grande capitolo di crescita è rappresentato dall’internazionalizzazione e Bernardi ha il compito di sviluppare la rete di banker oltreconfine, nella controllata Bg Suisse e pone la banca davanti alla sfida dell’espansione all’estero, dove è già presente anche in Lussemburgo con Bgfml.

 

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di marzo 2025 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.