Azimut, ora il private equity è anche per i piccoli investitori

26 Settembre 2019, di Mariangela Tessa

Azimut offre anche agli investitori privati la possibilità di investire in private equity, venture capital e private debt. È così che il principale gruppo indipendente italiano del risparmio gestito quotato alla borsa di Milano, ha presentato Demos, il primo fondo chiuso di private equity retail al mondo, con importo minimo di sottoscrizione pari a 5.000 euro.

Si tratta di un fondo tra otto che compongono, attraverso Azimut Libera Impresa Sgr, una piattaforma di investimenti alternativi, dedicata a imprenditori e pmi da un lato e investitori e risparmiatori dall’altro, alcuni in fase di lancio e altri che saranno varati nel corso dei prossimi mesi, per una raccolta complessiva di 1,5 miliardi di euro a fine 2020. Oltre a Demos 1, gli altri prodotti che fanno parte della piattaforma sono il fondo di fondi Global Invest, ITA 500, Corporate Cash, Private Debt, Ipo Club, Antares e FSI.

Con questi investimenti alternativi il principale gruppo indipendente italiano del risparmio gestito quotato alla Borsa di Milano conta di raccogliere in 5 anni almeno 10 miliardi di euro da investire nella cosiddetta economia reale.

“Il nome Demos – ha spiegato Giuliani – perché democratizza il mercato, offrendo anche ai risparmiatori la possibilità di accedere a rendimenti e opportunità fino ad oggi riservati agli investitori istituzionali o ai family office” ha spiegato Pietro Giuliani, presidente di Azimut, aggiungendo che

“Nei prossimi cinque anni intendiamo fare crescere i mercati privati e alternati dall’attuale 1% dei 56 miliardi di euro di masse gestite per fare nel 2024 oltre il 15% del totale delle masse. A voce dico che sarà su masse pari a 75 miliardi, che non è il numero che rientra nel prossimo piano a 5 anni, ma un esercizio numerico.
L’impegno col mercato è di fare il 15%, ma pensiamo di fare il 30%. I 10-11 miliardi che ne risultano, contando il 15% delle masse, sono lo stesso obiettivo di BlackRock, con la differenza che per la nostra dimensione queste cifre cambiano la performance per il cliente, stimata nell’1,5%, ma che realisticamente sarà al 2%. In un’epoca di tassi bassi, con cash negativo, se un cliente mi da’ il 15% in illiquidi, gli do il 2%”.

La nuova linea strategica di Azimut nasce infatti dall’esigenza di offrire ai clienti l’accesso a ritorni superiori in un contesto di tassi estremamente bassi, che hanno determinato nel risparmio gestito deflussi importanti e una fuga dei risparmi verso la liquidità. Ciò mentre gli investimenti in economia reale hanno offerto rendimenti superiori degli investimenti in società quotate: private equity, venture capital, private debt hanno generato ritorni annuali in media del 12% circa negli ultimi 10 anni, contro la media del 7,5% delle attività quotate.

“Il mercato del private debt e del private equity è in forte crescita, anche in Italia. Tuttavia è ancora molto piccolo, solo l’1,2% del risparmio gestito in Italia. Ci sono spazi importanti di crescita. E questo è il momento giusto. Perché c’è un forte aumento della consapevolezza del cliente della necessità di cercare fonti di rendimento più interessanti e con rendimenti migliori rispetto alle asset class tradizionali. Fino ad ora l’investimento private e alternativo è stato appannaggio dei grandi istituzionali o dei family officer, e comunque destinato a patrimoni elevati. Noi abbiamo deciso di democratizzare questo segmento di mercato” ha commentato Paolo Martini, AD e DG di Azimut Holding e Presidente di Azimut Libera Impresa, aggiungendo che “con la nostra iniziativa, da qui al 2024 pensiamo di contribuire alla crescita di più di 500 aziende e favorire così la creazione di oltre 50.000 posti di lavoro”.