Aumento Iva pare inevitabile: quanto costerà alle famiglie

11 Aprile 2019, di Mariangela Tessa

Nonostante le rassicurazioni dei due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, i dubbi sulle coperture necessarie per coprire le spese del Def, flat tax in primis, restano, lasciano sul tavolo l’ipotesi che alla fine il governo si trovi nelle condizioni di aumentare l’IVA.

La priorità del governo giallo-verde, a meno di due mesi dalle elezioni europee, è rassicurare che non ci sarà nessuna stangata per le famiglie italiane. Lo ha ribadito ieri il premier Giuseppe Conte: “Non ci sarà patrimoniale né aumento dell’Iva”, confermando che si farà invece “in autunno” la flat-tax e per reperire le risorse il governo ricorrerà alla spending review e a una revisione delle agevolazioni fiscali “dopo l’estate”. Concetto ribaditi da Di Maio secondo cui la “flat-tax” si farà a partire dal “ceto medio”, ma “sarebbe folle” lo scambio con l’Iva, e da Salvini: “l’Iva non aumenterà”. La scommessa appare tuttavia dagli esiti incerti, alla luce della stagnazione economica in cui si trova l’Italia.

Se invece le cose non dovessero andare nel verso giusto, quanto costerebbe agli italiani un aumento dell’Iva?

Secondo un’analisi recente del Sole 24 Ore, a partire dal 1° gennaio 2020 potrebbe scattare l’aumento Iva dal 11 al 25,2% e poi al 26,5% dal 2021. A conti fatti la tassa incombe in media per 538 euro ma il conto è più salato per famiglie e imprenditori dove arriva a 857 euro. Rischiano di essere colpiti in modo più pesante  pesante i liberi professionisti e gli imprenditori (857 euro) e le famiglie che vivono in Lombardia e Trentino Alto Adige (658 e 654 euro, rispettivamente).

Tra i più colpiti i beni con l’aliquota al 22% come calzature o capi d’abbigliamento, mentre l’effetto sarebbe minore per i beni tassati al 4% come pasta, pane o verdura. L’effetto non risparmierebbe neanche i prodotti con l’aliquota al 10% con un conseguente aumento dei prezzi anche per il pesce e la carne, oltre che per molti servizi come i lavori in casa. Al momento si parla soltanto di stime e numeri, ma se Lega e M5s non troveranno 23 miliardi di euro entro la fine dell’anno, l’incubo dell’aumento dell’Iva si tramuterà in realtà dal prossimo anno.