Attentato Berlino: ricercato tunisino era sotto sorveglianza da anni

22 Dicembre 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Mentre il ministro degli Esteri Alfano ha confermato la morte di Fabrizia Di Lorenzo, la giovane abruzzese data per dispersa nell’attentato che ha colpito il mercato di Natale a Berlino, si infittiscono le ricerche su Anis Amri, il tunisino che secondo gli inquirenti tedeschi sarebbe il responsabile della strage che ha provocato12 morti e 48 feriti.

Secondo fonti vicine agli investigatori, l’attentato sarebbe stato  “pianificato per mesi”. Ad alimentare i sospetti sul tunisino, ci sarebbero le impronte di Anis Amri, rinvenute dalla polizia sulla portiera del tir – lato guidatore – utilizzato per la strage. In seguito all’attentato rivendicato dall’Isis, contro Amri è stato emesso un mandato di cattura in tutta Europa fra l’altro perché nella cabina di guida del tir, sotto il sedile, sono stati trovati i suoi documenti. Per attirare segnalazioni, la polizia federale tedesca ha promesso una taglia che arriva fino da 100 mila euro.

Come anticipato da Sky TG24, il presunto attentatore era noto alle autorità italiane e avrebbe eluso l’espulsione. Il giovane è arrivato solo su un barcone in Italia quando ancora era minorenne nel febbraio 2011, in mezzo a migliaia di tunisini che in quei mesi lasciarono il paese in seguito allo scoppio della primavera araba. In seguito a vari reati, ha trascorso quattro anni nel carcere dell’Ucciardone a Palermo.

Dopo aver scontato la pena, nella primavera 2015, il giovane avrebbe ricevuto un provvedimento di espulsione che non è andato a buon fine: le autorità tunisine non hanno eseguito la procedura di riconoscimento nei tempi previsti dalla legge. Amri ha quindi lasciato l’Italia per andare Germania. Qui, tollerato come profugo cui era stata respinta la domanda di asilo, era stato fermato per due giorni l’estate scorsa e sorvegliato per mesi perché sospettato di preparare un attentato.