Asta: Italia al primo test di mercato post Fitch

12 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

SIENA (WSI) – Nella prima delle due sedute d’asta della settimana – quella decicata ai Bot annuali – il differenziale fra i rendimenti dei decennali benchmark italiano e tedesco apre poco variato rispetto alla chiusura di ieri. Lo spread Btp/Bund è a 315 punti base dai 313 punti base della chiusura di ieri, mentre il rendimento del decennale benchmark italiano è a quota 4,648% da 4,636% di ieri sera.

Oggi vengono offerti i Bot annuali che sul grey market di Mts alle prima battute quotano un rendimento di 1,31% come ieri sera, mentre all’asta di un mese fa il Bot annuale era stato assegnato al rendimento dell’1,094%. Se il titolo venisse assegnato al livello indicato sul grey market rappresenterebbe un massimo da dicembre scorso.

Resta sotto i riflettori il differenziale di rendimento tra decennali italiani e spagnoli che stamane è 15,3 pb dopo che ieri ha segnato 9,3 pb, nuovo minimo da circa un anno, per poi chiudere a 15 pb.

Tassi & Congiuntura: in area Euro dopo il downgrade di Fitch sull’Italia lo spread tra i titoli decennali italiani e spagnoli si è portato intorno ai 10 pb, mentre quello verso la Germania a 312 pb. Oggi per l’Italia ci sarà il primo test sul mercato con l’emissione di Bot a 12 mesi per 7,75 Mld€, anche se più importanti saranno le emissioni a medio e lungo termine di domani. Poco variati i tassi di mercato tedeschi. Costancio, vice presidente della Bce, ha dichiarato che la supervisione diretta dell’istituto interesserà solo banche grandi e sistemiche che si stimano intorno a 140. Sul meccanismo di risoluzione Costancio ha affermato che sarà “fiduciosamente” presentato dalla Commissione europea nella seconda metà dell’anno.

Intanto in Germania aumenta il numero di persone antieuropeiste. Dal lato macro segnaliamo il Pil italiano finale per il quarto trimestre che ha confermato il calo dello 0,9%t/t della prima lettura. Contributi negativi sono stati registrati da scorte, consumi privati ed investimenti, unica eccezione positiva dalle esportazioni nette. Oltre ad i titoli italiani, oggi saranno offerti anche titoli spagnoli a breve termine fino a 5,5 Mld€.

Dalla Germania attesa l’emissione di titoli decennali legati all’inflazione fino ad 1 Mld€. Negli Usa tassi di mercato sugli stessi livelli di ieri, dopo una temporanea fase di rialzo sul comparto a lungo termine. Dopo l’impatto dei dati sul mercato del lavoro, tra gli operatori emerge una maggiore cautela, in considerazione del fatto che occorrerebbe una sequenza di dati positivi per diversi mesi, prima di ipotizzare un cambiamento della politica monetaria Fed.

Nel frattempo il Total Return Fund di Pimco, il più grande fondo obbligazionario al mondo con una raccolta di circa 290Mld$, ha annunciato che a gennaio ha ridotto l’esposizione sui Treasury e, per l’ottavo mese consecutivo, anche quella relativa ai titoli aventi come sottostante i mutui (MBS), a fronte di un aumento della componente junk bond. Si tratta di una strategia portata avanti da diversi mesi dallo storico gestore Bill Gross, finalizzata alla difesa del portafoglio da rischi di bruschi rialzi dei tassi sul comparto a lungo termine.

Oggi inizia la prima delle tre emissioni previste per la settimana: si tratta di un’asta da 32Mld$ sul comparto triennale. Sul fronte politico, il repubblicano Ryan, a capo della commissione budget della camera, sta per presentare un disegno di legge in cui sono proposti forti tagli della spesa sociale. Nelle prossime settimane sono attese analoghe proposte dal lato democratico e da parte del presidente, per cercare di dirimere la questione della riduzione pluriennale del deficit.

Valute: da oltre 1 settimana l’euro continua ad oscillare intorno ad area 1,30 senza però riuscire a prendere una direzione. Anche per oggi il livello di supporto da monitorare si colloca a 1,2950 e la resistenza a 1,3150. Prosegue il deprezzamento dello yen: verso dollaro il cross ha toccato i massimi da 3 anni e mezzo con l’area di resistenza questa settimana collocata presso 96,70-98. Verso euro il cambio ha tentato di superare la resistenza 126 questa notte senza però riuscirci. Il supporto odierno si colloca a 123,80. Lo yen ha toccato i minimi da 4 anni verso dollaro australiano e neozelandese.

Il candidato al ruolo di vicegovernatore della BoJ, Iwata, ha dichiarato che è necessaria una politica monetaria decisamente accomodante. Yuan cinese in prossimità dei massimi da 19 anni verso dollaro. Il vice governatore della banca centrale cinese, Yi Gang, ha dichiarato che la Cina può tranquillamente raggiungere il target di crescita del Pil del 7,5% nel 2013 e che i dati fuori consenso su inflazione (maggiore delle attese) e prestiti bancari (sotto le attese) di febbraio sono legati alla stagionalità causata dalla settimana di festività nazionale.

Commodity: inizio di settimana con l’indice GSCI ER che ha chiuso intorno alla parità senza grossi movimenti all’interno delle proprie componenti. Il rialzo maggiore è stato messo a segno dai cereali ( mais +1,3% e grano +0,6%) e dal nichel (1%). Segnaliamo il nuovo massimo del 2013 per il gas naturale Usa. Il calo maggiore ha interessato la benzina Usa (-1,6%) ed alcuni metalli industriali tra cui lo zinco (-0,7%) calato ai minimi da 15 settimane. Tra gli energetici lieve ribasso per il Brent che questa mattina si colloca poco sotto i 110$/barile. Il petrolio potrebbe essere penalizzato dalle voci di un aumento della produzione saudita a febbraio.

Intorno alla parità i metalli preziosi che stanno consolidando dopo i ribassi del mese di febbraio. Sta però proseguendo (anche se a un ritmo più ridotto) la fase di calo dell’oro detenuto dagli Etf mondiali, tra cui lo SPDR Gold Trust, il maggiore al mondo. L’ammontare detenuto da quest’ultimo è sui minimi dall’ottobre 2011. L’oro da inizio anno ha registrato la peggiore performance dal 1988. Da segnalare infine che le quotazioni del ferro hanno raggiunto il minimo da oltre 2 mesi.

Azionario: inizio di settimana in calo per i principali listini azionari europei in un contesto di volumi estremamente bassi (più del 30% in meno della media dell’ultimo mese) vista l’assenza di dati macro o eventi di rilievo. Il clima negativo, in seguito al downgrade dell’Italia, è rimasto per tutta la seduta con il settore finanziario che è stato quello maggiormente penalizzato all’interno dello Stoxx 600. Unica eccezione è stato l’indice inglese Ftse100 che è riuscito a chiudere in territorio leggermente positivo grazie al buon andamento dei titoli telefonici e beni di consumo. L’indice italiano Ftsemib è stato il più penalizzato, insieme all’Ibex, con vendite diffusi in tutto il settore bancario, mentre in controtendenza Fiat (+3,3%).

Negli Usa, anche se in un contesto di bassi volumi, è proseguita la corsa al rialzo dei listini azionari per la settimana seduta consecutiva, in una giornata che aveva visto i mercati scambiare in territorio negativo nelle prime ore di contrattazione. Oltre agli ennesimi nuovi massimi dell’indice Dow Jones, anche l’S&P500 risulta ormai prossimo al record storico del 2007 che dista ormai poco meno dell’1%. La serie di piccoli rialzi continui si è riflesso in un costante calo della volatilità che, se misurata tramite l’indice Vix, ha fatto registrare ieri i livelli minimi dal 2007. Guardando all’andamento settoriale, il comparto finanziario è stato il principale beneficiario del rialzo, seguito da health care e tecnologici.

In controtendenza invece il settore telecomunicazioni. Sul fronte emergente, l’indice MSCI EM chiude in lieve calo la giornata di ieri penalizzato soprattutto dall’area asiatica. In lieve rialzo invece il listino brasiliano. Stamattina la seduta in Asia si sta chiudendo con un calo generalizzato di tutti i listini, guidati nuovamente da quello cinese che mette a segno la quarta seduta consecutiva in calo. Prese di profitto anche sull’azionario giapponese nonostante il deprezzamento dello yen.

INFORMAZIONI DI STAMPA SU TITOLI

ACEA – Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore la società punta a tornare a livelli di payout collocati intorno al 65%, dopo il 70% del 2011 e il 75% del 2012. Per il 2012 è stato proposto un dividendo pari a 0,3€ per azione, rispetto agli 0,28€ del 2011.

ENEL – Oggi si terrà il Cda sui conti. I risultati verranno comunicati domani mattina. La controllata russa OGK-5 ha annunciato un incremento del 12% dell’utile netto 2012 a 5,55 Mld di rubli (180 Mln$).

ENEL GREEN POWER – La società ha chiuso il 2012 con utile netto pari a 413 Mln€, inferiore alle attese degli analisti, ma superiore del 4,6% rispetto al 2011 ed ha annunciato un dividendo pari a 0,0259€ per azione. Il debito netto si attesta a 4,6 Mld€ e l’Ebitda è aumentato del 6% a 1,68 Mld€ dai 1,58 Mld€ conseguiti un anno prima.

ENI – Il primo ministro libico, Ali Zidan, il ministro del Petrolio, Abdelbari al Arusi, il presidente della National Oil Company (Noc), Nuri Balrwin, e l’AD Paolo Scaroni, si sono incontrati ieri a Tripoli per fare il punto sulle attività di Eni nel Paese e sulle forniture di gas verso l’Italia.

FINMECCANICA – Il Tribunale del riesame di Milano ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata nei giorni scorsi dai legali dell’ex presidente Giuseppe Orsi.

GENERALI – Luciano Cirinà sarà il nuovo Ceo di Generali-PPF Holding (GPH), la holding operativa nell’Europa Centro-Orientale.

INTESA SAN PAOLO – Oggi si terrà Cda sui conti ed a seguire una conference call. La controllata Banca IMI ha chiuso il 2012 con un utile consolidato di 642,5 Mln€ (+24,4%) e un Core Tier1 al 13,5%. La società verserà una maxi cedola da mezzo miliardo alla capogruppo Intesa.

PIRELLI – La società chiude il 2012 con un utile a 398,2 Mln€ (+27,4%) e ricavi per oltre 6 Mld€ (+7,4%). Il Cda propone di alzare il dividendo a 0,32€ per le ordinarie e 0,39€ per le risparmio. Nonostante questi risultati non verrà assegnato nessun premio ai manager per quest’anno perché non è stata raggiunta la soglia di accesso al piano di incentivazione della posizione finanziaria netta (1,1 Mld€). Per il 2013 il gruppo si attende ricavi in crescita del 4% e un ebit a 810-850 Mln€, questo secondo quanto riportato dal Corriere della Sera

SAIPEM – La società ha firmato nuovi contratti in Africa settentrionale e occidentale per un valore complessivo di circa 1,1 Mld$. Le commesse riguardano il progetto West Delta Deep Marine a 90 Km dalla costa egiziana, per installazioni sottomarine fino a 850 metri, e la realizzazione di strutture sottomarine in Angola ad una profondità variabile tra i 700 e i 1.450 metri.

APPLE – Secondo Howard Ward della Gamco Investors Inc, la società entro il prossimo mese comunicherà cosa intende fare con la montagna di liquidità accumulata. Tra le opzioni più probabili vi sono dividendi e buyback.

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