Assicurazioni, le compagnie inciampano sulle polizze vita

11 Ottobre 2017, di Pieremilio Gadda

Il mercato assicurativo italiano inciampa sulle polizze vita. Dopo anni di crescita ininterrotta, nel 2016 la raccolta premi lorda è diminuita dell’8,7%, a 134 miliardi di euro (dai 147 miliardi dell’anno precedente). Il calo è in larga parte riconducibile alle difficoltà del ramo vita, che ha visto i premi arretrare dell’11% su base annua, a 102 miliardi. È quanto emerge dall’ultimo report The Italian insurance market pubblicato da PwC, che mette in luce una tendenza divergente nella dinamica dei diversi canali distributivi. Le banche mantengono un ruolo dominante, con il 62,3% della raccolta, ma perdono quota (-7,6%), in favore dei promotori finanziari, che oggi valgono il 14,4 % delle masse intermediate, in crescita di circa sei punti percentuali rispetto al 2015. Stabili i flussi degli agenti, con il 22,1% dei premi, in lieve espansione nel 2016 rispetto all’anno precedente (più 1%).

“Il modello italiano della bancassicurazione è cambiato negli ultimi 10 anni – spiegano gli analisi di PwC -. Nel 2015 il mercato domestico era caratterizzato dalla predominanza di aziende captive (60%, rispetto al 37% del 2002), seguite da compagnie nate come joint venture tra un istituto bancario e una società assicurativa (29%, in calo dal 51% del 2002), mentre gli accordi distributivi sono rimasti stabili, attorno all’11%”.

Le famiglie italiane complessivamente hanno investito 621 miliardi di euro in prodotti assicurativi, pari al 15% dei loro risparmi: un valore analogo a quello destinato a depositi bancari (15,6%) e di poco superiore alla quota investita in fondi d’investimento (11,5%).

Come sono investiti questi capitali? Lo studio di PwC mostra come i portafogli delle compagnie assicurative siano ancora nettamente sbilanciati sui bond. Le obbligazioni rappresentano infatti il 73% degli investimenti. I titoli azionari valgono invece solo il 13% delle masse, seguiti dalla componente fondi e sicav, pari al 10%: “in costante crescita negli ultimi anni, con l’obiettivo di contrastare i mini-rendimenti dei titoli governativi”, spiegano gli analisti della società di consulenza nel report.

Sul fronte prodotti, il mercato rimane dominato dalle soluzioni vita tradizionali, legate alle gestioni separate (ramo I), che rappresentano il 72% della raccolta. Nel corso degli ultimi anni, però, è aumentata significativamente la quota di polizze unit-linked (ramo III) e multi-ramo: lo scenario di tassi d’interesse ancora molto contenuti e i nuovi requisiti normativi legati a Solvency II favoriscono una crescita ulteriore di questi segmenti. Tuttavia, dopo quattro anni di crescita consecutiva, nel corso del 2016, le unit linked e i prodotti ibridi sono stati protagonisti di un rallentamento dei premi (-25%), dovuto essenzialmente ai trend negativi registrati sui mercati finanziari nei primi mesi dell’anno scorso.