Assegno unico per le famiglia: si parte da luglio, fino a 200 euro al mese a figlio

20 Ottobre 2020, di Mariangela Tessa

Previsto nella Legge di Bilancio 2021, l’assegno unico e universale per le famiglie entrerà in vigore dal primo di luglio 2021. La misura che, per la prima volta si estenderà anche ad autonomi e incapienti, sostituirà le varie detrazioni per i figli a carico e bonus oggi esistenti e sarà prevista, a partire dal settimo mese di gravidanza, per ciascun figlio a carico fino ai 21 anni.

Si parla di una platea, secondo i dati ISTAT, di circa 12,5 milioni di bambini e ragazzi, di cui 10,1 milioni minori, stando agli ultimi dati Istat sui residenti. Che si aggiunge ai 12 milioni di contribuenti che godono delle detrazioni fiscali per familiari a carico, in media 990 euro all’anno di sconto sull’Irpef.

Dalle prime indicazioni, l‘importo dell’assegno dovrebbe essere compreso nella forchetta tra i 50 e i 200 euro a figlio a seconda del valore dell’Isee, “vale a dire l’indicatore che oltre al reddito misura anche la ricchezza patrimoniale del nucleo familiare.

”Mettiamo le risorse per far partire dal primo luglio un altro pezzo molto importante della nostra strategia di riforma, che è l’assegno unico universale per sostenere le famiglie con figli, attraverso un assegno che può arrivare fino a 200 euro al mese per figlio, per tutte le tipologie di famiglie, superando le differenze che fanno sì che oggi alcune tipologie, come autonomi o incapienti, abbiamo in misura inferiore accesso al combinato disposto di detrazione e assegni familiari” ha affermato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, presentando la misura.

Assegno unico: i fondi

L’assegno unico e universale per le famiglie troverà copertura nella legge di Bilancio con uno stanziamento aggiuntivo da 3 miliardi per il 2021, per poi arrivare a 6 miliardi a regime nel 2022. Risorse che si andranno ad aggiungere ai circa 15 derivanti dal riordino delle misure esistenti.

Stando alle prime notizie in circolazione, l’importo sarà suddiviso in una quota fissa e una variabile (oltre all’Isee, saranno considerati il numero dei figli e la loro età). In pratica per i figli successivi al secondo, l’importo del sussidio viene maggiorato del 20%.

Inoltre le famiglie in cui sono presenti figli disabili avranno diritto a una maggiorazione che va dal 30% al 50% rispetto all’importo base.