Arabia Saudita vicina alla bomba atomica

8 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – L’Arabia Saudita non vuole farsi trovare impreparata nel caso in cui l’Iran si approprierà dell’arma atomica. Il Paese, grazie agli investimenti a suon di petrodollari in progetti nucleari in Pakistan, arriverà prima della Repubblica Islamica.

Secondo le indiscrezioni della Bbc l’Arabia Saudita è vicina all’arma nucleare ed è convinta di poter ottenere arsenale e bombe se volesse. Lo hanno riferito una serie di fonti al giornalista Mark Urban.

A inizio anno, un funzionario della Nato ha detto di aver visto l’intelligence riportare che le armi nucleari prodotte in Pakistan dal regno saudita sono pronte per la consegna.

Il mese scorso Amos Yadlin, ex capo dell’agenzia di spionaggio militare israeliana, ha detto durante una conferenza in Svezia che se l’Iran ottenesse la bomba, “i sauditi non aspetterebbero un solo mese”.

“Hanno già pagato per l’arma atomica, andranno in Pakistan e porteranno a casa quello di cui hanno bisogno e per cui hanno pagato”.

A proposito di Israele, lo stato ebraico ha fatto saltare le negoziazioni in corso a Ginevra per risolvere li colloqui sul nucleare. “Questo è un cattivo accordo. Israele lo respinge in modo netto”, ha detto il premier Benjamin Netanyahu ai giornalisti, sottolineando come l’Iran stia sul punto di siglare “l’accordo del secolo”.

Teheran sostiene che la produzione di uranio arricchitto abbia scopi civili, mentre la comunità internazionale, Israele e Usa in primis, temono che il Paese voglia impossessarsi dell’arma atomica. Di cui, va sottolineato, Tel Aviv è in possesso.

Come il segretario di Stato Usa John Kerry, anche il ministro francese degli Affari Esteri, Laurent Fabius, si recherà oggi a Ginevra per partecipare all’ultima fase dei colloqui del Gruppo 5+1 con l’Iran, sul suo programma nucleare. Un primo, storico, accordo tra le parti potrebbe essere raggiunto e annunciato prima di questa sera.

Ieri il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha definito “possibile” l’intesa con il Gruppo 5+1 (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania): “Spero che entro domani mattina (oggi, ndr) potremo cominciare un serio lavoro per preparare qualche tipo di comunicato congiunto”.