Antiriciclaggio: segnalazione ad horas, prima di fare l’operazione

22 Luglio 2017, di Giovanni Falcone

In aderenza al nuovo dettato normativo riguardante la procedura di Segnalazione di “operazione sospetta” di cui al 1° comma dell’art.35  del D.lgs n.90/2017, fra le dodici fattispecie commentate in un precedente articolo, penso che questa che vado a delineare sia la più importante oltre che la più pericolosa per i rischi sottostanti in termini di responsabilità dell’Intermediario finanziario ovvero del soggetto obbligato.

La fattispecie emersa, per esperienza personale, nel corso di una docenza che feci a beneficio di appartenenti a Forze dell’ordine nel quadro di una Formazione pianificata dal Ministero degli interni nell’ambito di un programma “Beni confiscati alla criminalità organizzata”.

Nel corso della citata docenza, in Napoli, al cospetto di una trentina di persone – fra i 30/40 anni – tutti appartenenti alla Direzione investigativa antimafia, Ros dei Carabinieri, Gico della Guardia di finanza e Criminal pool della Polizia di Stato, mi venne chiesto:

“Dr. Falcone, come mai, al termine di una attività investigativa, quando ci rechiamo in banca per sequestrare le risorse finanziarie intestate ai camorristi, troviamo i conti in rosso o addirittura estinti?”

Continuando, aggiunsero: “Mentre per i beni immobili, una volta provato il collegamento con soggetti appartenenti o contigui alla criminalità organizzata, non sfuggono, stanno lì fermi, i soldi invece scappano e non riusciamo mai a trovarli.” 

Ancora oggi, ahimè, molti Intermediari finanziari, nutrono la convinzione che, in assenza di un provvedimento cautelare dell’Autorità giudiziaria,  il cliente possa movimentare a suo piacimento tutte le risorse finanziarie nella sua disponibilità.

Nella realtà, non è sempre così!

…..Continua….