ANIMA, raccolta in negativo ma masse da record nel primo semestre 2019

29 Luglio 2019, di Alessandro Chiatto

Primo semestre 2019 in negativo per la raccolta netta di ANIMA, ma le masse gestite toccano un record. Il gruppo ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con un dato negativo di circa 0,5 miliardi di euro escluse le deleghe assicurative di ramo I; il totale delle masse gestite a fine semestre è pari a circa 180,6 miliardi, in aumento del 4% rispetto ai 173,1 miliardi a fine dicembre 2018.

Chiudiamo un primo semestre con masse gestite per oltre 180 miliardi, valore più alto mai raggiunto dal gruppo, e con indicatori di bilancio particolarmente solidi”, ha commentato Marco Carreri, amministratore delegato di ANIMA Holding “Guardando al trend in atto, riteniamo di poter evidenziare una ripresa anche per quanto riguarda i flussi commerciali grazie ad un miglioramento della componente retail ed assicurativa di Ramo III”.

I numeri nel dettaglio

Per quanto riguarda le grandezze economiche, le commissioni nette di gestione hanno raggiunto i 141,1 milioni (+1% rispetto ai 139,7 milioni del primo semestre 2018). Nel corso dei primi sei mesi dell’esercizio le commissioni di incentivo sono state pari a 9,6 milioni (18 milioni di euro). Considerando queste ultime e gli altri proventi, i ricavi totali si sono attestati a 162,5 milioni (in diminuzione del 4% sui 169,5 milioni, spiegabile dal minor contributo delle commissioni di incentivo).

I costi operativi ordinari sono stati pari a 41,6 milioni (in riduzione rispetto ai 43,7 milioni di euro del primo semestre 2018). Il rapporto fra costi e ricavi netti complessivi (escludendo dai ricavi netti le commissioni di incentivo) si è attestato al 27,2%. L’utile ante imposte ha raggiunto 86,8 milioni (in diminuzione dell’11% rispetto ai 97,7 milioni di euro precedenti), mentre l’utile netto si è attestato a 63,4 milioni (-10% rispetto ai 70,1 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno scorso).

L’utile netto normalizzato (che non tiene conto di costi e ricavi straordinari e degli ammortamenti di intangibili a vita utile definita relativi anche alla c.d. “purchase price allocation”) è stato pari a 79 milioni (-9% rispetto ai 86,5 milioni del primo semestre 2018). L’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2019 risulta pari a 328,3 milioni (in aumento rispetto ai 311,6 milioni di fine esercizio 2018).