Ammutinamento a Westminster: Brexit in alto mare e sterlina affossata

17 Luglio 2018, di Daniele Chicca

Theresa May è sempre più chiusa all’angola. La premier britannica rischia di subire una sconfitta politica bruciante in parlamento, dopo che il partito dei progressisti all’Opposizione ha confermato che appoggerà un emendamento preparato da uno dei deputati conservatori ribelli, nel tentativo di assicurare che il Regno Unito rimanga a far parte dell’unione doganale anche dopo la Brexit.

Uno dei parlamentari del gruppo dei Tories ha anche chiesto un secondo referendum sulla Brexit, data la truffa commessa dal fronte del Leave. In seno al governo ormai si è aperta una frattura profonda tra il gruppo dei “brexiteer” convinti e l’ala più moderata della destra britannica.

Com’era prevedibile, il caos a Westminster sta avendo un impatto sui mercati finanziari. Da quando è emerso che il governo May si appresta a uscire sconfitto dal voto per modificare il disegno di legge sull’unione doganale, come conseguenza della decisione dei Labouristi.

Analizzando i grafici del Forex, di riflesso, si nota un calo improvviso della sterlina britannica, zavorrata dalle ultime incertezze relative alla Brexit. La moneta inglese è al momento in flessione di circa lo 0,7% a 1,3146 dollari mentre rispetto all’euro è in ribasso dello 0,43% in area €1,1245.

Brexit, i piani di May rischiano di saltare

I piani di May potrebbero saltare definitivamente dopo le ultime vicissitudini parlamentari, che fanno seguito alle dimissioni di due dei ministri che ricoprivano due delle cariche più importanti, David Davis e Boris Johnson. I due, Brexiteer della prima ora, non hanno digerito la strategia troppo “molle” delineata da Downing Street nel white paper.

Altri due ministri filo europei sembra che abbiano intenzione di lasciare l’incarico per appoggiare oggi in parlamento l’emendamento. A scrivere il testo sono stati due “remainer” del partito, Nicky Morgan e Stephen Hammond, che hanno inserito l’emendamento al disegno di legge sul commercio.

Secondo la nuova norma legislativa, se nessun accordo commerciale sarà stretto tra Ue e Regno Unito entro il 21 gennaio 2019, Londra sarà costretta a prendere parte a un’unione doganale con Bruxelles.

Il gruppo parlamentare favorevole all’emendamento è convinto di avere almeno dieci deputati conservatori dalla propria parte. La votazione si terrà in serata e anche alcuni ministri potrebbero unirsi ai ribelli in un vero e proprio ammutinamento.