Amazon lancia settimana di lavoro 30 ore. Inizia un trend?

2 Settembre 2016, di Alberto Battaglia

Amazon, a distanza di circa un anno dalla bacchettata del New York Times  che raccontava le forti esigenze di orario lavorativo da parte del colosso dello e-commerce, ha lanciato un programma sperimentale che introduce una settimana di lavoro di 30 ore.

I lavoratori coinvolti, poche dozzine per ora, godranno degli stessi benefit dei lavoratori a tempio pieno e una paga ridotta al 75% di quella percepita da dipendenti che lavorano 40 ore.

Il lavoro part-time non è certo una novità in casa Amazon, la differenza fondamentale del nuovo piano è che a lavorare a regime ridotto sarà un intero team, compresi i manager.

La mossa di Amazon non è, ufficialmente, la risposta al report del Nyt, ma punta a creare un ambiente di lavoro più stimolante; per il momento il piano riguarderà solo la divisione delle risorse umane e prevederà una settimana di lavoro da lunedì a giovedì, dalle dieci alle due del pomeriggio, più l’aggiunta di alcune ore flessibili.

L’iniziativa è stata pensata, spiegano dalla società, “avendo in mente che l’orario a tempo pieno potrebbe non essere un modello ‘a taglia unica’” buono per tutti.

Secondo Rita McGrath, docente presso la Columbia Business School, il programma di Amazon potrebbe avere la positiva ricaduta di coinvolgere un numero maggiore di donne nell’azienda, in quanto un orario ridotto potrebbe favorire la cura degli impegni famigliari.

Inoltre proprio Amazon è fra le compagnie globali con il rapporto fra uomini e donne più sbilanciato nelle posizioni di comando, con il 76% di prevalenza maschile.