Alitalia: uscire dai cieli europei per vendere bene

17 Novembre 2017, di Giovanni Falcone

Alitalia: uscire dai cieli europei per vendere bene

La prima condizione che dovrebbero considerare i commissari della nostra compagnia di bandiera, se veramente decidessero, una volta tanto, di fare gli interessi del nostro sistema Paese ancora prima della stessa compagnia, sarebbe quello di trovare un compratore fuori dal mercato aereo europeo.

Per quanto scontata e abbastanza ovvia, l’esigenza è quella di scongiurare ogni sorta di concorrenza futura in danno dell’Alitalia, a cominciare dai nostri Hub che, soprattutto sulle tratte internazionali, verrebbero di fatto tutti cancellati facendo scalo in territorio tedesco.

Lo faremmo anche noi nel caso inverso: tutti i cittadini provenienti dal resto del mondo e diretti in Germania, li faremmo atterrare a Roma o nella migliore delle ipotesi a Milano, per proseguire poi con destinazione aeroporto tedesco. Volendo essere proprio cattivi, anche l’aeroporto di Punta Raisi di Palermo andrebbe bene allo scopo.

In un momento storico in cui si tenta di rilanciare il nostro turismo, promuovendo l’enorme patrimonio storico, artistico e archeologico del nostro Paese, da tutti considerato un museo a cielo aperto, la leva trasporti sarà fondamentale per il successo di questa rinascita, soprattutto in termini di recupero della nostra competitività verso i vettori che più di altri minacciano il nostro business.

In questa ottica, tutte le compagnie aeree operanti in territorio europeo, sotto il profilo della concorrenza – spesso anche sleale, se pensiamo al trattamento economico riservato ai piloti della Ryanair – esercitano nei confronti del nostro vettore nazionale.

Se questo ragionamento appare condivisibile, c’è da auspicarsi una ripresa dei rapporti con il Fondo di private equity americano Cerberus, che ha annunciato l’interesse per l’acquisizione dell’intera compagnia, sia pure senza aver ancora presentato una proposta vincolante.

Insomma, si tratta di un percorso che a mio avviso va incoraggiato posto che, come ogni trattativa, raramente si vedono i rischi in modo chiaro ma questi, come nel nostro caso, si devono solo temere.

Nel nostro caso, penso che i timori che ho paventato non sono affatto occulti, ma insiti nell’operazione di una Lufthansa qualsiasi.