Alitalia: sindacati tra il criminale e il mafioso, bloccano contratto Etihad

25 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Non sono ancora maturi i tempi per il via libera all’accordo con Etihad. Slitta il disco verde all’alleanza con la compagnia, mentre l’assemblea degli azionisti di Alitalia ha approvato l’aumento di capitale fino a un massimo di 250 milioni di euro, che assicura la sopravvivenza della compagnia fino all’arrivo della compagnia di Abu Dhabi. Via libera anche al bilancio 2013, i cui risultati, anche questa volta, come era avvenuto in sede di approvazione da parte del cda a giugno, non sono stati comunicati ufficialmente, ma che vedrebbero perdite per circa 569 milioni.

Comunque, da parte di Etihad non ci sono ultimatum, come assicura la stessa compagnia e l’ad di Alitalia, Gabriele Del Torchio, e già la prossima settimana potrebbe essere convocato un nuovo cda.

“Oggi si è fatto un importante passo avanti, funzionale all’accordo con Etihad” ha affermato l’ad di Alitalia, commentando l’approvazione dell’aumento di capitale. Una decisione alla quale “ha contribuito molto il risultato del referendum”. Ma ad agitare le acque è stato proprio l’esito del referendum sugli accordi integrativi, sottoscritti il 16 e 17 luglio, che prevedono tagli sul costo del lavoro per 31 milioni di euro.

Intese firmate da Filt Cgil, Fit Cisl, Ugl e Usb ma non da Uiltrasporti e dalle associazioni professionali di piloti e assistenti di volo Anpac, Avia e Anpav. La miccia è esplosa in mattinata quando, dopo un paio d’ore dalla chiusura delle urne, la Uiltrasporti ha annunciato, prima delle altre sigle, i risultati della consultazione. Il quorum non è stato raggiunto, avendo votato soltanto 3555 lavoratori su un totale di 13.190 unità, pari, dunque, al 26,95%. I sì all’accordo sono stati 3.022 e i no 475. Spicca il dato sull’astensione del personale navigante: dei 5.400 tra piloti e assistenti di volo ha votato soltanto il 3%.Dati secchi e inconfutabili che hanno, però, subito alimentato una diatriba interpretativa fra i due schieramenti contrapposti, sull’efficacia degli accordi secondo quanto previsto dal testo unico sulla rappresentanza e democrazia sindacale.

Il referendum è nullo ma, essendo abrogativo, non inficia la validità delle intese: è la tesi sostenuta dal fronte del sì. Il referendum non è valido e gli accordi sono inapplicabili agli iscritti delle sigle non firmatarie e ai non iscritti ai sindacati: è la tesi, invece, portata avanti da Uilt, Anpac, Avia, e Anpav. Tesi sostenute da toni particolarmente veementi, con parole dure e scambi d’accuse tra le diverse sigle sindacali, che non si sono certo attenuate nel corso della giornata. Anzi. dopo le prime dichiarazioni a caldo, è arrivata la diffida del segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, dall’applicare gli accordi integrativi e a prelevare i soldi dalle buste paga dei propri iscritti. Sulla stessa linea i piloti e assistenti di volo di Anpac, Avia e Anpav.

Ma anche Alitalia ha voluto fornire la propria interpretazione dell’esito della consultazione referendaria. Interpretazione che collima con il fronte del sì. “Il mancato raggiungimento del quorum, sulla base del testo unico sulla rappresentanza e democrazia sindacale, conferma la validità degli accordi sottoposti a referendum”. Per l’azienda, gli accordi, firmati dal 65% delle rappresentanze sindacali, “sono efficaci ed esigibili nei confronti di tutto il personale e vincolano tutte le organizzazioni sindacali firmatarie degli accordi interconfederali”.

Ma c’è di più. La compagnia tiene a evidenziare come “la coesione e la condivisione delle scelte da parte di tutte le sigle sindacali siano essenziali per il completamente con successo delle intese con Etihad”. Insomma, anche le intese sul ccnl e sull’integrativo rientrano nelle condizioni per poter arrivare all’alleanza con la compagnia di Abu Dhabi. Un concetto, del resto, ribadito da Del Torchio, nella lettera inviata ai dipendenti nella quale sollecitava la conclusione della consultazione entro le nove di venerdì, cioè prima dell’inizio dell’assemblea.

Ma anche questa impostazione è stata contestata dalla Uil. Dura la reazione del leader Luigi Angeletti: “Non commentiamo le incaute dichiarazioni dell’azienda, anche alla luce del fatto che ci sembra che l’80% dei lavoratori non condivida le sue scelte, perché non vogliamo fornire alibi né pretesti”. Rimane, comunque, ha assicurato la Uilt, la disponibilità “a tornare al tavolo per fare un nuovo accordo, che non mortifichi le professionalità della compagnia”.

Ed è scontro con la Cisl. “La Uil sta giocando con il fuoco nel momento peggiore di Alitalia perché gli arabi possono anche fuggire. Stanno facendo il gioco delle compagnie straniere che vedono di malocchio questa nuova azienda” ha affermato il leader Cisl, Raffaele Bonanni, dai microfoni di Rainews24. La federazione dei trasporti della Uil ha indetto, a sua volta, un referendum dal 28 luglio al primo agosto, che, al momento, è ancora confermato. Una giornata più che convulsa, quella vissuta da Alitalia, che mostra ancora una strada in salita per arrivare al matrimonio con Etihad.

Prima ancora che cominciassero i lavori dell’assemblea, fonti vicine al dossier facevano sapere che gli azionisti avrebbero approvato il bilancio e l’aumento di capitale ma non il contratto con Etihad. “Abbiamo lavorato con senso di responsabilità, Poste comprese”, ha assicurato il presidente del collegio sindacale di Alitalia, Giovanni Barbera.E a chi gli chiedeva quando il contratto di Etihad sarà approvato ha risposto: “Quando gli amministratori saranno pronti e le cose saranno mature”. Nulla è trapelato sull’evoluzione della posizione di Poste Italiane sulla partecipazione all’operazione. Giovedì sera s’è svolto un incontro tra i vertici di Alitalia e il cfo di Poste, Luigi Calabria, presente anche venerdì presso la sede della compagnia. Intanto, arriva il no all’aumento di capitale da parte di Air France. “Non parteciperemo all’aumento di capitale di Alitalia, non inietteremo cash”, anche se “seguiamo da vicino la trattativa”, ha spiegato a un analista il presidente e ad Alexandre de Juniac.

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L’assemblea dell’Alitalia, in sede straordinaria, ha deliberato oggi, su proposta del Cda, un aumento di capitale fino a un massimo di 250 milioni di euro, da offrirsi in opzione ai soci, in proporzione alla quota di capitale posseduta. Lo si legge in una nota al termine dell’assemblea.

L’assemblea degli azionisti di Alitalia ha inoltre approvato il bilancio 2013. Anche questa volta, come già nel cda del 13 giugno scorso, nella nota diffusa al termine della riunione non vengono comunicati i risultati. Secondo le indiscrezioni che circolano, la perdita netta si aggirerebbe intorno ai 569 milioni.

Un azionista uscendo dalla riunione ha riferito che di Etihad non si è parlato. L’assemblea si è conclusa da poco dopo oltre cinque ore.

Ribadendo “l’efficacia degli accordi del 16-17 luglio”, Alitalia in una nota evidenzia come “la coesione e la condivisione delle scelte da parte di tutte le sigle sindacali siano essenziali per il completamento con successo delle intese con Etihad”. Alitalia “ha appreso, con comunicazione delle organizzazioni sindacali, i risultati del referendum sugli accordi aziendali del 16-17 luglio scorso promosso dalla Uiltrasporti, che indicano 3.555 votanti su una popolazione aziendale di 13.190 unità, pari al 26,95%”.

“Va comunque segnalato come l’85% di coloro che hanno votato abbia espresso un consenso esplicito agli accordi. Ciò – prosegue la nota – a dimostrazione di quanto il personale della società, compresi i dirigenti che già dal mese di marzo hanno volontariamente offerto un contributo di solidarietà, stia comprendendo l’importanza cruciale del momento aziendale e dei passi decisivi da adottare per garantire il futuro.

Di fine giugno (25) la notizia che Alitalia ed Etihad “confermano di aver trovato un accordo sui termini e condizioni dell’operazione con la quale Etihad Airways acquisirà una partecipazione azionaria del 49 percento in Alitalia”.

Le due Compagnie aeree, informavano una nota, “procederanno già dai prossimi giorni alla finalizzazione della documentazione contrattuale, che includerà le condizioni concordate”. “Il perfezionamento dell’operazione è soggetto alle approvazioni delle competenti autorità Antitrust”.

L’operazione societaria, ha scritto Paolo Stefanato, “rispetta la regola che la maggioranza del capitale resta in mani continentali, niente da dire; ma Etihad acquisterà, oltre al 49% della compagnia, anche due asset importanti: il 75% del programma Mille Miglia per 112,5 milioni e, per altri 60, cinque coppie di slot a Londra Heathrow di proprietà di Alitalia, che poi saranno retrocessi in affitto alla compagnia italiana”.

Il governo intanto sta studiando la possibilita’ di ricollocare o esternalizzare i 2.251 esuberi dichiarati dall’Alitalia. Lo ha detto il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, al termine di un incontro con il suo collega al Lavoro, Giuliano Poletti.

“La sensibilità del governo – ha detto Lupi – è quella di attenuare il più possibile l’impatto degli esuberi. Sugli strumenti stiamo lavorando e dovremo intervenire con tutti quelli possibili per attenuare questo impatto”.

“L’azienda – ha aggiunto Lupi – ha confermato quali sono i numeri dell’occupazione. Questo e’ il perimetro, pero’ in questo perimetro si puo’ intervenire per una ricollocazione o capire se e’ possibile esternalizzare alcuni servizi”.