Alert pensioni: risparmi a rischio. Riforma Fornero inutile

26 Luglio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – I risparmi tanto ambiti dalla riforma previdenziale Fornero saranno a rischio. A lanciare l’allarme la Ragioneria generale dello Stato nel suo ultimo rapporto sulle tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico socio-sanitario.

La Ragioneria in particolare mette in luce come il livello del rapporto fra spesa pensionistica e Pil risulta significativamente superiore, per l’intero periodo di previsione (fino al 2070) con una differenza massima di 0,8 punti percentuali attorno al 2040, quando raggiungerebbe il 16,3%, formando una nuova gobba.  Da qui l’allarme lanciato dalla stessa Ragioneria per cui il peso delle pensioni sul Pil è destinato a salire dal 2019 e toccherà l’apice tra vent’anni, mettendo così a rischio gli effetti attesi dalla riforma lacrime e sangue dell’ex ministro Fornero in termini di risparmio.

Crescita economica al rilento per il calo dei migranti

Dito puntato inoltre contro la crescita economica che è vista in contrazione da qui al 2010. Il motivo di questa contrazione? Per la Ragioneria è da imputarsi ad una minore dinamica occupazionale che a sua volta dipende da un calo del flusso netto di immigrati. Sulla scia di quanto affermato giorni fa dal Presidente dell’Inps Tito Boeri anche la Ragioneria generale dello Stato vede in termini positivi i benefici che danno gli immigrati regolari al nostro paese. Quanto al flusso migratorio, viene evidenziato un significativo ridimensionamento del fenomeno nei prossimi 20 anni.

“Le variazioni più significative hanno riguardato le ipotesi relative al flusso netto di immigrati il quale è stato rideterminato in un valore medio annuo di 154 mila unità, nell’intero periodo di previsione, a fronte delle 209 mila unità della precedente previsione, con una contrazione media del 26%. Tale contrazione risulta particolarmente accentuata nei prossimi venti anni (circa 33%) dove il flusso netto di immigrati è previsto passare da 233 mila a 155 mila unità”.