Alert Ocse: in Italia l’età pensionabile più alta d’Europa

5 Dicembre 2017, di Alessandra Caparello

PARIGI (WSI) – Nuovo allarme sulle pensioni italiane arriva dall’Ocse secondo cui chi ha iniziato a lavorare nel 2016 a 20 anni potrà andare in pensione solo dopo i 71 anni.

L’istituto parigino ha affermato che l’Italia è il paese che tra quelli avanzati ha per gli uomini l’età di uscita “effettiva” per pensionamento più bassa rispetto a quella di vecchiaia legale. L’Italia quindi  è il Paese con l’età pensionabile più alta d’Europa ma è anche quello le cui regole permettono di andare in pensione prima rispetto ai requisiti anagrafici. In media, 4,4 anni per gli uomini e 4 anni per le donne. Insieme a Danimarca e Olanda, l’Italia, dice l’Ocse è uno dei tre Paesi Ocse in cui chi entra oggi nel mondo del lavoro, andrà in pensione dopo i 71 anni di età.

Così chi ha iniziato a lavorare in Italia nel 2016, in base alla legge che lega l’età pensionabile alle aspettative di vita, andrà in pensione a 71,2 anni, contro i 74 anni della Danimarca e i 71 dell’Olanda. In Irlanda e Finlandia si andrà in pensione a 68 anni, mentre in tutti gli altri Paesi Ocse l’età pensionabile sarà raggiunta prima.

“Nel corso degli ultimi due anni l’età legale della pensione è stata modificata in 6 Paesi. Circa un terzo dei membri dell’Ocse ha introdotto cambiamenti riguardanti i contributi e un altro terzo ha toccato il livello delle prestazioni, per tutti i gruppi di pensionati o per solo alcuni di essi. L’età normale della pensione diminuirà in metà dei Paesi della zona, e verrà tarata rispetto all’aspettativa di vita in Danimarca, Finlandia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo e Repubblica slovacca. In media aumenterà di 1,5 anni per gli uomini e 2,1 anni per le donne stabilendosi giusto al di sotto dei 66 anni all’incirca nel 2060 (…) ciò significa che gli individui passeranno nell’insieme più tempo in pensione rispetto alla durata di vita attiva”.