Alert Francia: sta per essere declassata

17 Settembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

PARIGI (WSI) – Sorprende che anche se l’economia francese va sempre peggio e sebbene il suo presidente Hollande sia ai minimi storici assoluti di popolarità (13%), lo spread tra OAT e Bund è sempre più ristretto.

A giudicare dagli ultimi dati macro e dall’ampliamento dei livelli di debito, la Francia non si può più considerare un’economia ‘core’ dell’area euro. Le perfromance sono state a dir poco deludenti, con una crescita zero del Pil nel primo e secondo trimestre.

Alla luce di questi numeri, Moody’s ha tagliato le stime sul Pil reale del 2014 a 0,5% da 0,6% e le previsioni per l’anno successivo a 0,9% da 1,3%.

L’ulteriore deterioramento dell’outlook comporterà anche l’impossibilità di centrare i target di bilancio nel 2014. Difficilmente l’outlook dell’agenzia di rating tornerà da negativo a stabile, secondo Citigroup.

È invece più probabile che Moody’s riveda lo stato del credito francese per un possibile downgrade, con la conclusione che verrà tratta probabilmente dopo la pubblicazione del budget il prossimo primo ottobre.

Ciononostante, il mercato va controcorrente rispetto alla realtà dei dati macro e fondamentali. Probabilmente è dovuto all’intervento della Bce. O forse al fatto che gli asset manager stiano nascondendo la testa sotto la sabbia dell’ignoranza.

Fatto sta che secondo Citigroup questo periodo di distacco dalla realtà dei mercati potrebbe giungere al capolinea questo venerdì, quando Moody’s potrebbe rivedere il rating di Aa1 della Francia in vista di un possibile downgrade.

Anche sul piano politico la situazione è critica. Il premier Valls ha incassato la fiducia del governo, ma esce più debole dal voto in Parlamento, dove ha ottenuto 269 si e 244 no (persi più di 30 voti in seno al suo stesso partito socialista).

Fitch intanto ha fatto sapere di essere preoccupata per i budget e per la ripresa fiacca in Europa. L’agenzia ha avvertito che un allargamento dei deficit e un indebolimento del Pil nominale porterebbe a un declassamento di alcune economie dell’Unione Europea.