Alert: dollaro troppo debole, possibile rialzo in vista

11 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Il maggiore calo trimestrale in otto anni della valuta americana getta le basi per un bella reazione nei prossimi mesi. Secondo un gruppo di top strategist interpellati da Bloomberg la reazione alle attese per nuove azioni della Fed e’ stata esagerata: in fondo l’economia Usa resta tra le piu’ solide del mondo industrializzato. La debolezza del biglietto verde, che ha subito il calo piu’ marcato in otto anni l’ultimo trimestre, dovrebbe durare ancora per poco e l’annuncio di nuove mosse da parte della Fed – il denaro che verra’ iniettato nel sistema sara’ meno massiccio di quanto si pensa – alimentera’ un rally autunnale.

Lo scorso trimestre il Dollar Index – indicatore della performance della valuta Usa contro le sei concorrenti principali – ha ceduto l’8.5%: si tratta del maggior calo subito dalla divisa nello spazio di tre mesi da giugno 2002. In ottobre il biglietto verde ha gia’ bruciato l’1.8% del suo valore, appesantito dalle parole del presidente della Federal Reserve Ben S. Bernanke, che ha paventato la possibilita’ di iniettare ulteriore denaro nelle vene dell’economia americana, per assicurare che la ripresa prosegua senza battute d’arresto.

Se si guarda al modo in cui la valuta ha reagito alle attese per un nuovo round di misure cosiddette di quantitative easing, la nuova massa monetaria in arrivo e’ gia’ rispecchiata, eccome, nel rapporto dei tassi di cambio, secondo HSBC Holdings Plc, BNP Paribas SA e Nordea Bank AB.

Quando la Fed iniziera’ a fare nuovi acquisti, spiega a Bloomberg Hans-Guenter Redeker, global head of currency research di BNP Paribas, “Il mercato si accorgera’ di aver esagerato nel reagire ai rumor. Tutti sono sulla stessa barca e questo rischia di essere molto negativo. Quando troppe persone sono sulla stessa barca, allora quella barca non e’ piu’ cosi’ sicura”.

Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, rese pubbliche la scorsa settimana, la crescita degli Stati uniti sara’ superiore a quella dell’area euro (blocco di 16 nazioni) di quasi l’1% quest’anno e anche il prossimo. Bank of Tokyo-Mitsubishi UFJ ritiene che le misure della banca centrale americana potrebbero essere pari a $500 miliardi, meno del 30% dei $1725 miliardi comprati l’anno scorso.

“I dati economici non si sono deteriorati cosi’ tanto da richiedere uno shock sul valutario di questa portata”, osserva Lee Hardman, currency strategist di Bank of Tokyo, che prevede che la Fed comprera’ $600 miliardi di bond.
Le manovre di posizionamento dei portafogli e il sentiment, prosegue Hardman, suggeriscono senza dubbio che il pessimismo sul dollaro e’ “estremo”.

Le cifre della commissione di trading sui futures legati alle commodity mostrano che i fondi hedge e altri speculatori del mercato sono ribassisti sul dollaro come mai prima d’ora: il numero di scommesse su un ulteriore calo del dollaro e’ impressionate: il 5 ottobre era superiore a quelle delle puntate di natura opposta di ben 341683 contratti.