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In un contesto segnato da tensioni geopolitiche persistenti, accelerazione tecnologica e fragilità economiche, prende il via oggi il World Economic Forum Annual Meeting 2026. L’appuntamento, in programma fino a venerdì 23 gennaio, riunisce governi, imprese, società civile e mondo della ricerca in una settimana che ambisce a orientare l’agenda globale del 2026.
Cosa aspettarsi: geopolitica, crescita e intelligenza artificiale
Norme contestate, alleanze sotto pressione e un ordine internazionale sempre più multipolare fanno da sfondo ai lavori. Il Forum arriva in un momento di ridefinizione degli equilibri globali. Non a caso, il tema scelto – A Spirit of Dialogue (Uno spirito di dialogo)– richiama esplicitamente la necessità di riaprire canali di confronto in un sistema internazionale segnato da diffidenza e polarizzazione.
Il programma 2026 si articola lungo alcune grandi direttrici. Al centro, il rinnovo della cooperazione economica in un contesto di incertezza macroeconomica e instabilità geopolitica. I leader discuteranno di sicurezza, sovranità economica, commercio e nuovi modelli di integrazione.
Ampio spazio sarà dedicato all’innovazione tecnologica, in particolare all’adozione responsabile dell’intelligenza artificiale generativa, considerata leva di competitività ma anche fonte di nuovi rischi sistemici. Accanto a questo, i lavori affronteranno il tema della transizione del lavoro, con focus su competenze, produttività, welfare e benessere in un’economia in rapido mutamento.
Non meno rilevante la dimensione ambientale: energia, acqua, natura e clima saranno analizzati nella prospettiva di una crescita compatibile con i limiti planetari, tema chiave per la stabilità economica di medio-lungo periodo.
I numeri di Davos 2026: partecipazione record
I numeri confermano il peso dell’appuntamento. A Davos sono attesi quasi 3.000 leader da oltre 130 Paesi, con livelli record di partecipazione governativa. In agenda la presenza di circa 400 leader politici, tra cui 65 capi di Stato e di governo e sei leader del G7, affiancati da 850 tra CEO e presidenti delle principali multinazionali globali.
Accanto al mondo politico e imprenditoriale, il Forum coinvolge organizzazioni internazionali, sindacati, ONG, rappresentanti religiosi, accademici, think tank e la nuova generazione di innovatori e imprenditori tecnologici.
Sul fronte politico, la lista dei partecipanti include, tra gli altri, Donald Trump (Stati Uniti), Ursula von der Leyen (Commissione europea), Volodymyr Zelenskyy (Ucraina), Javier Milei (Argentina), Pedro Sánchez (Spagna), Mark Carney (Canada) e Friedrich Merz (Germania). Presenze che riflettono il peso delle grandi economie e dei principali dossier geopolitici aperti.
Di primo piano anche i vertici delle istituzioni multilaterali: dal segretario generale ONU António Guterres alla direttrice del WTO Ngozi Okonjo-Iweala, fino a Kristalina Georgieva (FMI) e Ajay Banga (World Bank).
Sul versante tecnologico e dell’innovazione, Davos ospita alcuni dei protagonisti assoluti della nuova economia digitale: Jensen Huang (NVIDIA), Satya Nadella (Microsoft), Demis Hassabis (Google DeepMind), Dario Amodei (Anthropic), Sarah Friar (OpenAI) e Yoshua Bengio, tra le voci più autorevoli nel dibattito globale sull’IA.
La presenza italiana, come da tradizione, si articola tra rappresentanti istituzionali e grandi gruppi industriali e finanziari, con un’attenzione particolare ai dossier su manifattura, transizione energetica e competitività europea. Attesa anche la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, che potrebbe avere un meeting con Donald Trump.
Accanto ai decisori economici e politici, Davos 2026 dà spazio alla società civile organizzata: da David Miliband (International Rescue Committee) ai vertici di WWF, Oxfam, Gavi e International Crisis Group. Un contributo fondamentale per integrare le dimensioni sociali, umanitarie e ambientali nelle strategie di sviluppo.
Come seguire Davos
Il confronto non resta confinato sulle Alpi. Oltre 200 sessioni saranno trasmesse in diretta streaming, con una copertura mediatica estesa e un forte coinvolgimento digitale. Attraverso i canali ufficiali del World Economic Forum e l’hashtag #WEF26, pubblico e stakeholder globali potranno seguire i dibattiti, interagire e accedere ai contenuti chiave.
Davos 2026 si conferma così non solo come luogo fisico di incontro, ma come piattaforma globale di dialogo, chiamata a interpretare – e in parte guidare – le grandi trasformazioni del nostro tempo.