Airbus-Boeing, in arrivo i dazi per la Ue. A rischio l’export tricolore

1 Ottobre 2019, di Alessandra Caparello

E’ in arrivo la parola fine per quella che è stata ribattezzata la faida dei cieli, tra il costruttore statunitense Boeing e il consorzio europeo Airbus. In giornata è attesa la decisione della Wto, la World Trade Organization che si prepara a riconoscere agli USA la possibilità di imporre tariffe su 7,5 miliardi di dollari di export europeo, come sanzione per i sussidi ricevuti negli anni da Airbus, considerati illegittimi.

Una cifra che, seppur minore rispetto agli 11,2 miliardi di dollari chiesti da Washington, si configura come una stangata in piena regola per l’Ue che coinvolge diversi settori, da quello aereo a quello agroalimentare. Anche il Made in Italy è ovviamente compreso tra le probabili vittime. Dal vino, all’olio fino alla pasta, trema l’export tricolore. In base ai calcoli fatti dal Corriere della Sera, solo per fare un esempio, un chilo di grana padano che si trova oggi al supermercato al costo di 12-15 euro al chilo, negli Usa può costare l’equivalente di 30-35 euro e con dazi al 100%  potrebbe arrivare a 60-70 euro al chilo. Rincari ai massimi quindi.

L’Italia rischia di essere ingiustamente anche tra i Paesi più puniti dai dazi Usa per la disputa tra Boeing e Airbus che è essenzialmente un progetto franco tedesco, a cui si sono aggiunti Spagna e Gran Bretagna.

Così afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

E’ peraltro paradossale il fatto che l’agroalimentare rischia di essere il settore più colpito nonostante risulti completamente estraneo alla disputa. Una buona premessa al confronto sono le importanti relazioni con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha saputo costruire il premier Giuseppe Conte”.