AIPB: “Ricopriremo un ruolo per la crescita del Paese”

19 Aprile 2018, di Alessandro Chiatto

Assemblea annuale di AIPB, l’Associazione Italiana Private Banking, con il presidente Fabio Innocenzi (nella foto) che ha portato all’approvazione degli associati il bilancio per l’esercizio del 2017 e il bilancio preventivo per il 2018. Il presidente ha inoltre illustrato le principali attività e i molteplici risultati raggiunti dall’Associazione nel corso dell’anno.

Sempre oggi, l’assemblea di AIPB ha ratificato la cooptazione di cinque nuovi membri nel Consiglio di Amministrazione. Si tratta di Stefano Grassi (Banca Intermobiliare), Fabrizio Greco (BPER Banca), Federico Taddei (Ersel Sim), Angelo Viganò (Mediobanca Private Banking), Federico Vitto (Banca Monte dei Paschi di Siena).

Nel corso dell’ultimo anno, il perimetro associativo di AIPB si è allargato con l’ingresso di 16 nuovi soci, tra cui Banca Patrimoni Sella, Cordusio SIM, Edmond de Rothschild, Allianz Bank FA, Banca Finnat Euramerica. A fine 2017 la compagine associativa era composta da 134 Soci, di cui 48 Ordinari, 45 Aderenti, 16 Affiliati e 25 Onorari. L’ingresso dei nuovi e importanti soci (5 ordinari, 9 aderenti e 2 onorari) testimonia l’interesse e l’utilità percepita dell’attività di AIPB presso gli operatori del settore.

A margine dell’Assemblea, Fabio Innocenzi ha commentato: “Il 2017 è stato un anno positivo e di crescita sia per il Private banking che per l’Associazione. Per la nostra industria i primi 9 mesi hanno fatto registrare un complessivo +3.9% nelle masse in gestione, vicino alla soglia degli 800 miliardi di euro, ossia più di un terzo del Pil italiano”.

“Siamo anche consapevoli – la chiosa – di poter ricoprire un ruolo per la crescita del Paese perché una corretta gestione del risparmio delle famiglie private può rappresentare una leva importante per il finanziamento dell’economia reale, nuovo ossigeno per lo sviluppo delle nostre eccellenze imprenditoriali”.

Per quanto riguarda l’andamento del settore, i dati indicano che nei primi nove mesi del 2017 si conferma il trend di crescita del settore Private, che alla fine del terzo trimestre fa registrare un complessivo +3.9% da inizio anno e si avvicina, come indicato da Fabio Innocenzi, alla soglia degli 800 miliardi di euro in gestione. Sale quindi di 1 punto percentuale la quota di mercato delle strutture di Private Banking rispetto al totale delle attività finanziarie delle famiglie, attestandosi intorno al 23%.

I NUMERI DEL SETTORE

Alla crescita delle masse gestite dal Private Banking hanno contributo in modo equilibrato sia la raccolta netta (+1.9%) che la performance positiva dei mercati (+1.9%),superando ampiamente i risultati registrati a fine 2016.

Confrontando i risultati del settore Private con quelli del sistema bancario, si vede come nei primi nove mesi del 2017 la raccolta netta Private abbia contribuito in misura più vivace alla crescita delle masse. Allo stesso modo la rivalutazione dei mercati finanziari è stata più elevata nel Private che a livello di sistema. Alla crescita degli Asset under Management del mercato del Private Banking nella prima parte del 2017 hanno contribuito positivamente tutti i prodotti, eccetto la raccolta diretta, ma il contributo più rilevante continua a essere quello dei prodotti di risparmio gestito e del comparto assicurativo.

Nei primi nove mesi del 2017, il comparto gestito ha fatto registrare un +6.9%, confermando il trend di ricomposizione dei portafogli della clientela dalla raccolta amministrata verso la raccolta gestita, che porta al settore più alta redditività.

Gli asset totali gestiti delle strutture di Private Banking sono composti per il 43% da strumenti di risparmio gestito, in aumento di un punto percentuale rispetto al 2016 a svantaggio della raccolta diretta pari al 14% del totale.

La raccolta amministrata è pari al 26% e quella assicurativa al 17%stabili rispetto al 2016.

 Il confronto con il mercato del risparmio italiano, con riferimento alle sole famiglie, evidenzia, come atteso, importanti differenze nella composizione degli Asset under Management: la quota di raccolta diretta rimane molto consistente, mentre è contenuto il peso dei prodotti di raccolta amministrata.