Adusbef: “Consob è una dépendance delle banche, Unicredit in primis”

12 Maggio 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Braccio di ferro tra la Consob e l’Adusbef. La Corte di cassazione ha annullato la multa da 100mila che l’Autorità di vigilanza guidata da Giuseppe Vegas ha comminato nel 2009 nei confronti di Elio Lannutti, il rpesidente dell’Adusbef, reo di aver reso dichiarazioni “false e fuorvianti” sul mark to market di Unicredit, ossia la somma delle perdite della clientela sulle posizioni in strumenti finanziari derivati.

A metà del 2007 infatti Lannutti aveva detto che il gruppo di piazza Gae Aulenti aveva un’esposizione mark to market “negativa per 4-5 miliardi di euro, uno scandalo dieci volte Italease”.

“Secondo i nostri calcoli il mark to market (contabilizzazione degli asset a prezzo di mercato) di Unicredit è negativo per 4-5 miliardi. Si tratta di uno scandalo grosso dieci volte quello di Italease”.

Da queste dichiarazioni del presidente dell’Adusbef, la multa della Consob che, secondo gli Ermellini, è viziata da alcuni errori e in particolare proprio l’aver considerato false le dichiarazioni relative alle perdite mark to market della banca.

“L’idea espressa da detta associazione per bocca del suo presidente si configura quale esercizio intangibile del diritto di libera manifestazione del pensiero, che non può essere compresso solo per la sua possibile incidenza sul mercato (…) non si considera che la diversa esposizione riportata nel bilancio Unicredit non è necessariamente vera (ndr: le dichiarazioni di Lannutti) se pure giudicate insufficienti ed approssimative dalla Consob non trasformano un’opinione a contenuto tecnico, condivisibile o meno che sia, in una notizia falsa”.

Esprime soddisfazione per la sentenza della Cassazione la stessa Adsubef che qualifica la Consob “una dependance di Unicredit”.

“Il provvedimento sanzionatorio che aveva comminato la Consob per manipolazione del mercato, oltre a costituire una vera e propria manipolazione, rappresentava un falso, perché nel momento in cui (all’indomani della trasmissione di Milena Gabanelli Report sui derivati dal titolo: IL BANCO VINCE SEMPRE ) – Adusbef aveva denunciato Unicredit a dieci Procure della Repubblica, il valore del titolo Unicredit il giorno 16 ottobre 2007, non aveva registrato una flessione, ma un aumento dello 0,33% passando da 5.43 euro a 5.96. Nè si poteva assolutamente affermare che ci sarebbe stata manipolazione del mercato per la pubblicazione di poche righe su un giornale minore. Sanzione già annullate dalle Corti di Appello di Perugia e di Roma, che tuttavia furono impugnate dal presidente Vegas in Cassazione”.

E non solo, annuncia la citazione in giudizio della Consob ma anche di Alessandro Profumo di Unicredit per congruo risarcimento dei danni.

“Ora la Consob ed il signor Profumo di Unicredit, saranno citati in sede civile per un congruo risarcimento dei danni per una evidente lesione dell’immagine di Adusbef. Mi auguro che i mass media, possano dare la stessa evidenza grafica e tipografica che hanno dato giornali e TV, sbattendo il mostro in prima pagina sui giornali italiani ed esteri (Paladino dei consumatori condannato) per rappresaglia, un vero e proprio linciaggio mediatico ordito da quelle consolidate cricche di potere finanziario, che avevano messo alla gogna il rappresentante a schiena dritta dei risparmiatori, reo di aver denunciato i banchieri e le colluse autorità vigilanti per aver truffato, con lo spaccio dei derivati tossici, floride imprese fatte fallire e gli stessi Stati, come l’Italia, costretti a pagare alla banche di affari, di malaffare e di truffa, 23,6 miliardi di euro dal 2011 al 2015”.

Infine la stessa Adusbef insieme alla Federconsumatori chiedono alla Consob di ripristinare i cosiddetti scenari probabilistici, ossia gli indicatori sintetici della probabilità di guadagnare o perdere su un titolo che erano riportati nei prospetti di offerta fino al 2011. Nella raccomandazione messa in consultazione dalla Consob e rivolta agli intermediari che distribuiscono i prodotti finanziari, si dice di fornire agli investitori “informazioni chiave” non menzionando mai però gli “scenari di probabilità”, l’unica garanzia contrattuale come dicono Adusbef e Federconsumatori.