Abi: banche europee, Sud guadagna terreno e recupera gap con il Nord

5 Agosto 2019, di Mariangela Tessa

Non siamo ancora tornati ai livelli precedenti alla crisi e i segnali di stagnazione o recessione in arrivo allungano un’ombre sul futuro. Tuttavia fra il 2006 e il 2018, il settore europeo delle banche  è riuscito a migliorare i suoi risultati reddituale, di produttività e di efficienza riducendo inoltre il gap fra Nord e Sud Europa.

E’ quanto emerge dal V Rapporto sui mercati bancari europei ABI, che esamina gli istituti di credito sotto il profilo patrimoniale, reddituale, di produttività e di efficienza attraverso l’analisi, tra il 2006 e il 2018, dei dati dei bilanci consolidati relativi ad un campione di 112 gruppi bancari, pari a circa il 75% del mercato europeo.

Nel complesso, le tendenze del 2018 mostrano un miglioramento della qualità dell’attivo e una riduzione del rischio di credito, in un contesto di rafforzamento patrimoniale e di ripresa dei risultati reddituali, che restano però sotto i livelli pre-crisi 2007. I principali fattori di incertezza che si potrebbero contrapporre a questa favorevole intonazione ciclica sono riconducibili ad elementi esogeni all’industria bancaria.

Tra questi, appaiono particolarmente rilevanti i possibili riflessi del rallentamento economico in atto e gli effetti di un ambiente regolamentare ancora in forte evoluzione, con i primi che limitano la ripresa della domanda di credito a supporto degli investimenti e i secondi che rischiano di incidere sull’offerta di credito.

Il trend emerso per le banche operanti in Italia sono analoghe a quelle riscontrate negli altri mercati europei con un forte miglioramento della qualità dell’attivo, in termini sia di flussi sia di stock.

“Tendono ad attenuarsi tra le grandi banche europee i differenziali, in termini di rischiosità e di redditività” spiega l’analisi secondo cui “il settore bancario europeo sta evolvendo verso un assetto in cui prevale il modello di banca commerciale tradizionale”.

Più in dettaglio, l’analisi mostra che nonostante aumentino le banche europee che chiudono l’esercizio in utile, i livelli di performance restano contenuti. In particolare, la percentuale delle banche europee che ha chiuso il 2018 in perdita sembra ormai tornata sui livelli fisiologici pre-crisi 2007, risultando pari al 9%, ben lontana dal 30% toccato nel 2012.

Il dato assume particolare valenza con riferimento alle tradizionali banche commerciali dei Paesi del sud Europa, che hanno maggiormente subito i riflessi della crisi dell’economia reale. In questo caso, infatti, a fronte del picco del 2012, quando più di 1 banca su 2 risultava in perdita, lo scorso anno solo 1 banca su 10 si è trovata in questa condizione.