A Milano riesce recupero: +0,35%. Parigi riduce cali

18 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Le forti oscillazioni sul Ftse Mib, oggetto di prove di forza tra rialzisti e ribassisti, si sono chiuse con una vittoria dei primi. L’indice ha chiuso in rialzo dello 0,35% riuscendo nel recupero avviato nella seconda meta’ di seduta.

Tensione sul mercato dei titoli di stato italiani, con lo spread Italia-Germania che torna ai massimi dallo scorso 4 ottobre e viaggia a quota 387 punti base e il rendimento decennale che arriva a balzare fino al 5,9%.

Non aiuta dal fronte economico la pubblicazione dell’indice Zew tedesco, che ha confermato come la fiducia degli investitori in Germania sia scivolata ai minimi in tre anni. Intanto l’Unione Europea sta lavorando ad una soluzione per ridurre le speculazioni contro i paesi piu’ indebitati dell’area euro. L’idea e’ quella di introdurre il divieto di vendite allo scoperto sui Credit default swap, i contratti con cui ci si puo’ riparare dall’eventualita’ di un fallimento del debito o stato. Nella regione e’ gia’ in vigore lo stop alle vendite short sui titoli bancari.

Banche sempre in primo piano e altalenanti in tutta Europa. A essere presi di mira sulla piazza finanziaria francese, rimangono soprattutto i big come BNP Paribas e Société Generale. Vendite anche su Londra -0,33% e Madrid -1% circa, mentre Francoforte, nonostante la delusione per l’indice Zew, sale dello 0,47%. L’indice di riferimento dell’azionario del continente, l’Eurostoxx 50 ha chiuso in ribasso dello 0,34%.

A Milano, sempre restando all’interno del comparto finanziario, Unicredit fa +1,91%, Ubi Banca +0,73%, Banca Popolare di Milano -0,29%, Intesa SanPaolo +0,81%, Banco Popolare +1,01% e MPS -2,12%. Tra gli altri titoli quotati sul Ftse Mib, torna a recuperare terreno anche Fiat +1,15%, dopo le perdite successive alla notizia della performance delle immatricolazioni e della quota di mercato in Europa. Si guarda ora con maggiore attenzione alla nota di Barclays, che ha alzato l’obiettivo sul prezzo da 5 a 6 euro e che ha rivisto al rialzo anche l’utile per azione del 2011 e del 2012.

Enel ancora sotto tono -2,13%, nonostante la buona notizia relativa alla richiesta boom che ha avuto per oggetto le sue obbligazioni. Tra i titoli negativi, si segnalano anche Mediaset -1,48%, Parmalat -1,86%, Tod’s -2,11% e Telecom Italia -1,44%. Rialzi consistenti invece per Diasorin +2,36% e Autogrill +3%.

Occhi puntati sull’azionario in Francia: dopo aver ceduto più del 2%, il listino si allontana notevolmente dai minimi e cede lo 0,44%. Oggi l’indice francese ha pagato la nota di Moody’s, che ha avvertito che potrebbe rivedere al ribasso la tripla A del paese. “Il deterioramento delle condizioni del debito e la possibilità che emergano nuove passività, mettono pressione sull’outlook stabile assegnato al governo per la sua Aaa”, si legge nella nota pubblicata dall’agenzia di rating. La nota dimostra come la crisi dell’Eurozona sia ormai sistemica, coinvolgendo economie ben più grandi di Grecia, Portogallo e Irlanda.

Alla delusione per le parole provenienti dalla Germania, si aggiunge anche la preoccupazione per la Cina, che ha condizionato il trend dei mercati asiatici, dopo che le autorità del paese hanno reso noto che il prodotto interno lordo relativo al terzo trimestre è salito del 9,1%, a un livello inferiore rispetto alle attese. Detto questo, la solidità della congiuntura cinese è comunque un fatto incontrovertibile.

Sull’azionario in generale, il sentiment era peggiorato già ieri, sulla scia delle dichiarazioni dei tedeschi, che avevano scatenato un sell-off sia in Europa che a Wall Street: di fatto la Germania, tramite il portavoce della cancelliera tedesca Merkel, ha smorzato le speranze e le aspettative sull’esito del summit del Consiglio europeo che si svolgerà domenica, 23 ottobre.

Oggi il clima di incertezza è acuito anche dai risultati dei colossi bancari americani Bank of America e Goldman Sachs, che continuano a mantenere vive le preoccupazioni sull’intero sistema finanziario globale.

Intanto sul fronte valutario, l’euro rimane sotto quota $1,37 e perde nei confronti del dollaro lo 0,38% a $1,3681, salendo verso il franco svizzero dello 0,14%, a CHF 1,2368. La moneta unica arretra anche nei confronti dello yen, cedendo lo 0,48% a JPY 105,02.

Sul fronte delle commodities, i futures sul petrolio tornano a salire, mettendo a segno un rialzo dello 0,46%, a quota $86,78 al barile, mentre le quotazioni dell’oro arretrano del 2,12%, a $1.641,10 l’oncia.

RAPPORTO UNICREDIT: EVENTI SOCIETARI

ENEL (EUR3,468): per la duplice tranche di un bond da complessivi EUR2,25 mld sono arrivate richieste per EUR12 MLD.

FIAT (EUR4,686): le immatricolazioni del gruppo hanno segnato a settembre un ribasso del 7,8% a 82.115 veicoli, con una quota di mercato scesa al 6,5% dal 7,1% dello stesso periodo 2010. Il mese precedente la quota Fiat era pari al 5,8%.

TELECOM IT (EUR0,90): Canning Fok, a capo delle attività mondiali di Hutchison Whampoa, ha escluso la cessione di 3 Italia. In passato si era parlato di un possibile interesse di Telecom.