Economia

Banche europee, trimestrali sotto i riflettori: attesi utili in crescita grazie a credito e trading

Dopo il balzo dei ricavi registrato dalle grandi banche statunitensi, questa settimana i riflettori si spostano sugli istituti europei, chiamati a presentare i risultati del secondo trimestre. Le attese del mercato sono orientate verso un nuovo incremento della redditività, sostenuto dalla tenuta del margine di interesse, dalla crescita dei volumi di credito e, per gli operatori più esposti ai mercati, dal contributo delle attività di trading e investment banking.

Il ritmo di crescita dovrebbe tuttavia risultare più contenuto rispetto a quello osservato oltreoceano. Gli investitori guarderanno soprattutto alle indicazioni dei management sulle prospettive della seconda parte dell’anno, per capire se le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il conflitto tra Israele e Iran stiano iniziando a pesare sulle prospettive economiche europee e sulla qualità del credito.

Le stime degli analisti

Secondo le stime di Goldman Sachs, gli utili ante imposte delle banche europee dovrebbero crescere dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2025. A sostenere i risultati saranno l’espansione dei prestiti, il miglioramento dei margini, la crescita dei ricavi da commissioni e servizi e una maggiore disciplina nella gestione dei costi.

Gli analisti della banca americana descrivono uno scenario ancora favorevole per il settore, definito “better for longer”: un contesto caratterizzato da crescita dei volumi, miglioramento dell’efficienza operativa – anche grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale – e qualità degli attivi che continua a mantenersi su livelli soddisfacenti.

Il calendario delle trimestrali vedrà protagonisti alcuni dei maggiori gruppi bancari europei. Ad aprire la stagione saranno domani UniCredit (23 luglio) e Banco Santander (23 luglio), seguite giovedì da BNP Paribas (24 luglio). La settimana successiva sarà il turno di Deutsche Bank (29 luglio), Barclays (30 luglio), UBS (30 luglio) e BBVA (31 luglio).

Sul fronte italiano, dopo UniCredit arriveranno i conti di Intesa Sanpaolo (29 luglio), Monte dei Paschi di Siena (4 agosto), Banco BPM (5 agosto), BPER Banca (5 agosto) e Banca Popolare di Sondrio (6 agosto).

Particolare attenzione sarà riservata a UniCredit, impegnata nella partita per il controllo di Commerzbank, una delle operazioni di consolidamento bancario più rilevanti in Europa degli ultimi decenni.

Due anni di rally per le azioni bancarie

Il comparto bancario europeo arriva all’appuntamento con i conti dopo oltre due anni di forte rivalutazione in Borsa. La combinazione di tassi d’interesse più elevati, margini di interesse in espansione e perdite su crediti rimaste contenute ha trasformato le banche in uno dei comparti più brillanti dei mercati europei.

L’indice EURO STOXX Banks, che quota intorno ai 300 punti, ha raddoppiato il proprio valore negli ultimi due anni, tornando sui livelli più elevati dalla crisi finanziaria del 2007-2008.

La ripresa ha segnato una netta inversione rispetto al decennio precedente, caratterizzato da una redditività compressa anche dalla crescente concorrenza delle grandi banche statunitensi, più profittevoli e capaci di rafforzare la propria presenza anche sul mercato europeo.

A sostenere il settore potrebbe contribuire anche la strategia della Commissione europea volta a favorire il consolidamento del sistema bancario, riducendo gli ostacoli alle fusioni transfrontaliere e limitando le interferenze politiche nelle operazioni di aggregazione.

Trading e investment banking: Wall Street mantiene il vantaggio

Secondo le previsioni degli analisti, la volatilità che ha caratterizzato i mercati nel secondo trimestre dovrebbe tradursi in una crescita dei ricavi delle attività di trading, grazie all’aumento dei volumi di negoziazione. Parallelamente, il ritorno delle grandi operazioni di fusione e acquisizione e la ripresa delle quotazioni in Borsa dovrebbero sostenere anche i ricavi dell’investment banking, dopo alcuni trimestri di attività più debole.

Il divario con Wall Street, tuttavia, resta marcato. Le grandi banche statunitensi continuano a beneficiare della maggiore profondità e liquidità del mercato domestico, un vantaggio competitivo che consente loro di mantenere una leadership nelle attività di investment banking e di rafforzare la propria presenza anche in Europa.

Secondo Morgan Stanley, i ricavi dell’investment banking nel secondo trimestre potrebbero crescere del 21% per UBS, favorita dalla solidità del business nell’equity trading, mentre l’incremento atteso è del 7% per BNP Paribas e del 2% per Société Générale. Per confronto, alcune delle principali banche statunitensi hanno registrato una crescita superiore al 30%.

Gli analisti della banca d’affari Usa indicano inoltre Deutsche Bank come uno dei titoli più interessanti del comparto, ritenendolo il più conveniente in termini di valutazione tra quelli coperti dalla banca d’affari. Più prudente invece il giudizio su UBS, alla luce dell’incertezza legata all’introduzione delle nuove regole patrimoniali in Svizzera.

Il nodo resta l’economia europea

Nonostante il quadro resti favorevole, gli investitori continuano a monitorare con attenzione i rischi macroeconomici. L’attenzione è rivolta soprattutto all’evoluzione della crescita europea e all’eventuale incremento degli accantonamenti sui crediti.

Il conflitto tra Israele e Iran ha aggiunto un ulteriore elemento di incertezza, con possibili ripercussioni sull’attività economica, sull’inflazione e sul percorso dei tassi di interesse. Finora gli effetti sul settore bancario appaiono limitati, ma il mercato cercherà nelle indicazioni dei management elementi utili per valutare la sostenibilità degli attuali livelli di redditività anche nella seconda parte dell’anno.