Sostenibilità, Eni rafforza il confronto con gli stakeholder: i numeri del report “A Just Transition” presentati al Gazometro
Fonte: Eni
Il dialogo con gli stakeholder come leva strategica della transizione energetica. È la direzione confermata da Eni con l’evento su invito organizzato presso il Gazometro di Roma Ostiense, dedicato agli stakeholder esterni del gruppo e legato alla pubblicazione del report volontario di sostenibilità “Eni for – A Just Transition”, relativo al 2025 e giunto alla ventesima edizione.
Si tratta del secondo appuntamento di questo formato, dopo il primo incontro dello scorso settembre: un format che Eni sta consolidando per rafforzare il confronto strutturato con il proprio network di relazioni. In platea, i soggetti con cui il gruppo ha già rapporti attivi: associazioni, PMI coinvolte in iniziative come Open-es e Joule, sindacati, istituzioni, specialisti ESG del settore finanziario, ONG, associazioni dei consumatori e mondo accademico.
Perché Eni investe sul dialogo con gli stakeholder
L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa è generare, in un network ampio e variegato di interlocutori — ciascuno ingaggiato con Eni su aspetti specifici — una consapevolezza a tutto tondo delle sfide della sostenibilità e dell’impegno del gruppo nella transizione energetica e tecnologica.
Per gli operatori finanziari con focus ESG, in particolare, il format rappresenta un canale diretto di accesso alla strategia di sostenibilità del gruppo, in un momento in cui la qualità del dialogo tra emittenti e investitori sui temi non finanziari incide sempre di più sulle valutazioni di mercato.
La scelta della sede non è casuale: il Gazometro di Roma Ostiense, ex sito industriale riconvertito da Eni in distretto dell’innovazione, è oggi la vetrina fisica della trasformazione del gruppo, e ospita tra gli altri il distretto ROAD – Rome Advanced District e Joule, la scuola di Eni per l’impresa.
Eni for 2025: i numeri chiave del report
Il report che fa da cornice all’evento fotografa i risultati 2025 del gruppo lungo cinque direttrici: neutralità carbonica al 2050, protezione dell’ambiente, valorizzazione delle persone, alleanze per lo sviluppo e sostenibilità lungo la catena del valore.
Tra i principali indicatori:
Emissioni Upstream: −68% sulla baseline 2018. Le emissioni nette di gas a effetto serra dell’Upstream sono diminuite del 31% rispetto al 2024, in linea con l’obiettivo di azzeramento delle emissioni nette Scope 1+2 dell’Upstream entro il 2030 e dell’intero gruppo entro il 2035.
Rinnovabili: Plenitude a 5,8 GW. La capacità installata è cresciuta del +41% rispetto al 2024, verso il target di 15 GW al 2030. Nel corso dell’anno è stato avviato in Texas il più grande impianto di stoccaggio a batterie del portafoglio, da 200 MW.
Biocarburanti: Enilive verso i 5 milioni di tonnellate. Tre nuove bioraffinerie operative e due ulteriori progetti avviati in Italia e all’estero, con target di capacità di lavorazione a 5 milioni di tonnellate entro il 2030 (dagli attuali 1,65 milioni) per la produzione di HVO e SAF.
Modello satellitare in espansione. Nel 2025 è stata costituita, in joint venture con il fondo di private equity GIP, la società dedicata alla Carbon Capture & Storage, che valorizzerà i progetti CCS del portafoglio Eni: un modello pensato per attrarre capitali dedicati e accelerare la crescita dei singoli business.
Innovazione e territori. Oltre 460 milioni di euro destinati a ricerca e sviluppo, open innovation e tecnologie di frontiera; 81 milioni investiti in progetti di sviluppo locale che hanno raggiunto circa 3 milioni di persone nei Paesi di operatività. Il gruppo si è inoltre classificato al primo posto nel Corporate Human Rights Benchmark e ha ottenuto la certificazione per la parità di genere UNI PdR 125:2022.

La visione del management
L’Amministratore Delegato Claudio Descalzi ha sottolineato come Eni affronti le sfide della transizione con un modello industriale distintivo, che combina in modo pragmatico business tradizionali e nuove fonti energetiche, coniugando innovazione tecnologica, efficienza operativa e integrazione lungo la catena del valore. Un modello che, nella visione del vertice, mette al centro le persone e la sicurezza di chi lavora in Eni e per Eni, contribuisce al benessere delle comunità in cui il gruppo opera e a una crescente protezione dell’ambiente, consentendo di affrontare con resilienza le discontinuità del contesto.
Il report completo è disponibile sul sito Eni: scarica Eni for 2025 – A Just Transition. È inoltre possibile navigare lo speciale interattivo online.