Fonte: getty
Secondo Mark Cuban, uno degli imprenditori e investitori più noti d’America, la differenza tra chi riesce a conservare il proprio patrimonio e chi lo perde non dipende tanto dagli investimenti che sceglie, quanto da quelli che decide di evitare.
Il miliardario, diventato celebre anche grazie al programma televisivo Shark Tank, sostiene infatti che il segreto per costruire e mantenere la ricchezza risiede nella capacità di riconoscere in anticipo le opportunità che, dietro promesse allettanti, nascondono rischi strutturali destinati a emergere nel lungo periodo.
Con un patrimonio stimato da Forbes in circa 6 miliardi di dollari, Cuban ha più volte spiegato che molte delle sue migliori decisioni finanziarie sono state in realtà dei “no” pronunciati al momento giusto.
Mark Cuban: i sei investimenti più pericolosi per chi ha grandi capitali
In un intervento pubblicato sul blog di Shark Tank, l’imprenditore ha individuato sei categorie di investimenti che, a suo avviso, possono rivelarsi particolarmente pericolose anche per chi dispone di grandi capitali.
Attività facilmente imitabili
La prima categoria riguarda le aziende prive di un vero vantaggio competitivo. Cuban ritiene che investire in business che possono essere copiati con facilità rappresenti uno degli errori più comuni. Durante un’intervista al podcast Club Shay Shay di Shannon Sharpe, ha rivolto un consiglio molto diretto agli sportivi e a chi si ritrova improvvisamente con grandi somme di denaro: “Non investite in ristoranti, marchi di abbigliamento, aziende di liquori o nel settore musicale. È la morte.”
Secondo Cuban, questi comparti attirano molti investitori perché sono affascinanti e facilmente comprensibili. Tuttavia, chiunque può entrare nel mercato con relativa facilità, aumentando rapidamente la concorrenza. Inoltre, si tratta di settori fortemente influenzati dalle mode e dalle preferenze del pubblico. Un marchio di successo oggi potrebbe perdere rilevanza domani, mentre nuovi concorrenti potrebbero conquistare quote di mercato con offerte simili ma più economiche o più visibili. Senza protezioni come brevetti, tecnologie proprietarie o altri vantaggi difficili da replicare, i profitti rischiano di essere temporanei.
Aziende che richiedono enormi capitali iniziali
Cuban guarda con sospetto anche alle imprese che necessitano di investimenti giganteschi prima ancora di dimostrare la validità del proprio modello di business. Secondo l’imprenditore, più elevato è il capitale necessario per partire, minore è il margine di errore. Ogni decisione diventa cruciale e un passo falso può compromettere l’intero progetto.
Un esempio significativo è la sua scelta di non investire in Doorbot, startup che successivamente sarebbe diventata Ring, l’azienda di videocitofoni acquistata da Amazon per circa un miliardo di dollari. Nonostante il successo finale dell’operazione, Cuban ha dichiarato che rifiuterebbe quell’investimento anche oggi, spiegando di avere una “avversione fondamentale” verso le società costrette a raccogliere centinaia di milioni di dollari pur generando ricavi ancora limitati.
Aziende schiacciate dai debiti
L’indebitamento può accelerare la crescita di un’impresa, ma secondo Cuban può trasformarsi rapidamente in una zavorra. Quando un’azienda accumula troppi debiti, una parte crescente delle sue risorse viene destinata al pagamento di interessi e finanziamenti anziché a innovazione, sviluppo o espansione. Questo riduce la flessibilità operativa e rende più difficile reagire a cambiamenti improvvisi del mercato.
Per Cuban, la capacità di adattarsi rapidamente è una delle qualità più importanti per qualsiasi impresa. Un eccesso di leva finanziaria rischia invece di limitare proprio questa capacità.
Investimenti con commissioni elevate
Non tutti gli investimenti rischiosi appaiono tali a prima vista. Cuban mette spesso in guardia contro fondi e prodotti finanziari caratterizzati da costi di gestione elevati. Fondi comuni costosi, hedge fund e gestioni attive promettono spesso competenze specialistiche e rendimenti superiori al mercato. Tuttavia, secondo il miliardario, le commissioni finiscono per erodere una quota significativa dei guadagni nel corso degli anni. Anche una percentuale apparentemente modesta può avere un impatto enorme nel lungo termine, soprattutto grazie all’effetto cumulativo. Per questo motivo Cuban ha spesso espresso una preferenza per i fondi indicizzati a basso costo, considerati meno spettacolari ma generalmente più efficienti nel preservare i rendimenti degli investitori.
Investimenti che non si comprendono davvero
Un altro principio cardine della filosofia di Cuban è estremamente semplice: non investire mai in ciò che non si capisce. La complessità viene spesso confusa con la sofisticazione, ma può nascondere rischi difficili da individuare fino a quando il mercato non entra in una fase turbolenta.
Un concetto condiviso anche da Peter Lynch, storico gestore del Fidelity Magellan Fund, secondo il quale comprendere il funzionamento di un’azienda rappresenta il principio più importante dell’investimento. Cuban sostiene che ogni investitore dovrebbe essere in grado di spiegare chiaramente come un’attività genera valore, quali fattori ne determinano il successo e quali rischi potrebbero comprometterne i risultati. Se queste domande non trovano risposta, è meglio rinunciare all’investimento.
Operazioni ad alto rischio senza limiti definiti
Infine, Cuban non è contrario al rischio in sé. Ciò che considera pericoloso è il rischio non misurabile o privo di confini chiari. Le operazioni che promettono guadagni elevati ma espongono a perdite potenzialmente illimitate sono tra quelle che affronta con maggiore cautela.
Secondo l’investitore, una sola operazione andata male può cancellare anni di risultati positivi. Per questo motivo insiste sull’importanza di definire in anticipo il livello massimo di perdita accettabile, valutare attentamente gli scenari negativi e proteggere il capitale prima ancora di pensare ai possibili guadagni.