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È tempo di Imu per milioni di proprietari di immobili italiani. Con la scadenza dell’acconto dell‘Imposta municipale unica, torna uno degli appuntamenti fiscali più rilevanti dell’anno per chi possiede seconde case, immobili locati, terreni edificabili e altre proprietà non esenti.
L’Imu rappresenta una delle principali entrate per i Comuni italiani e garantisce un gettito complessivo che sfiora i 17 miliardi di euro all’anno. Per i contribuenti si tratta di un’imposta che può incidere in modo significativo sul bilancio familiare, soprattutto nelle grandi città dove le aliquote e i valori catastali determinano importi particolarmente elevati.
Cos’è l’Imu
L’Imu, acronimo di Imposta municipale unica, è un tributo locale che grava sul possesso degli immobili. L’imposta è dovuta principalmente dai proprietari di seconde case, immobili commerciali, uffici, aree edificabili e terreni. Nella maggior parte dei casi, invece, l’abitazione principale è esente dal pagamento, ad eccezione delle cosiddette abitazioni di lusso appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.
L’obiettivo dell’Imu è finanziare le attività e i servizi dei Comuni, che hanno la possibilità di modulare le aliquote entro i limiti stabiliti dalla legge.
Chi deve pagare
Sono tenuti al versamento dell’imposta:
- i proprietari di seconde case;
- i titolari di diritti reali di usufrutto, uso o abitazione;
- i proprietari di immobili commerciali e produttivi;
- i possessori di terreni agricoli e aree edificabili nei casi previsti dalla normativa.
Per l’abitazione principale, come detto, l’esenzione è la regola generale, salvo che si tratti di immobili classificati come abitazioni di pregio.
Acconto e saldo: come funziona il pagamento
L’Imu viene versata in due rate. La prima è l’acconto, che si paga generalmente entro il mese di giugno e viene calcolato utilizzando le aliquote in vigore l’anno precedente. La seconda è il saldo, previsto a dicembre, con il quale si effettuano gli eventuali conguagli sulla base delle aliquote definitive deliberate dai Comuni.
Per effettuare il pagamento è possibile utilizzare il modello F24 oppure il bollettino postale dedicato. Molti contribuenti si affidano a commercialisti, Caf o professionisti del settore per il calcolo dell’importo corretto, soprattutto quando si possiedono più immobili o si applicano agevolazioni particolari.
Quanto si paga
L’importo dell’Imu varia notevolmente da Comune a Comune. Secondo le elaborazioni richiamate dalla Uil, il peso dell’imposta può essere molto diverso sul territorio nazionale. In alcune grandi città il prelievo medio raggiunge livelli particolarmente elevati, mentre in altri centri urbani risulta decisamente più contenuto. Per dare qualche numero, in Basilicata, l’imposizione IMU sulle seconde case mostra differenze significative tra i principali Comuni. A Matera, per una seconda abitazione di tipo standard, l’acconto 2026 si attesta intorno ai 326 euro, con un carico annuo complessivo di circa 653 euro; per un garage, invece, l’acconto è pari a 33 euro. A Potenza, le cifre risultano leggermente inferiori: per la seconda casa l’acconto è di circa 303 euro, con un totale annuo che arriva a 606 euro.
Anche per le abitazioni principali di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9) emergono differenze tra i due capoluoghi: a Matera l’acconto si aggira sui 380 euro, per un totale annuo di 760 euro, mentre a Potenza si scende a 279 euro, pari a 559 euro complessivi.
Il quadro evidenzia come, a parità di patrimonio immobiliare, il livello di tassazione possa variare sensibilmente da un Comune all’altro, confermando una disomogeneità del sistema fiscale locale che incide direttamente su famiglie e contribuenti. L’organizzazione sindacale evidenzia come il carico fiscale sugli immobili non sia uniforme e torna a chiedere una revisione complessiva del sistema tributario, compreso un aggiornamento dei valori catastali che da anni rappresenta uno dei temi più discussi nell’ambito della riforma fiscale.