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Piazza Affari: banche protagoniste, UniCredit guida la stagione delle trimestrali

La stagione delle trimestrali italiane conferma il ruolo centrale delle banche nel sostenere Piazza Affari. In soli tre mesi il comparto ha generato utili aggregati per circa 9 miliardi di euro, dimostrando una tenuta superiore alle attese nonostante il progressivo calo dei tassi d’interesse, che teoricamente avrebbe dovuto comprimere la redditività del settore.

Ad analizzare la reazione del mercato ai risultati del FTSE MIB è Gabriel Debach, market analyst di eToro, secondo cui la vera sorpresa della stagione è stata proprio la capacità delle banche italiane di continuare a crescere anche in un contesto meno favorevole.

UniCredit e Intesa Sanpaolo trascinano il comparto bancario

A guidare il comparto è stata UniCredit, che ha chiuso il trimestre con un utile netto di 3,2 miliardi di euro, in crescita del 16,1% rispetto allo scorso anno. Per il gruppo si tratta del ventunesimo trimestre consecutivo di crescita, risultato che ha spinto il management ad alzare la guidance annuale a oltre 11 miliardi di euro.

Molto positiva anche la performance di Intesa Sanpaolo, che ha registrato il miglior trimestre della propria storia con 2,8 miliardi di utile netto e un cost/income ratio al 35,9%, tra i più bassi del panorama europeo. Sopra le attese anche Monte dei Paschi di Siena, che ha archiviato il periodo con 521 milioni di euro di utile, in crescita del 26,6%. Segnali incoraggianti sono arrivati inoltre da BPER e Banco BPM. Secondo Debach, la capacità di compensare la compressione del margine di interesse attraverso il risparmio gestito e il business assicurativo è stata decisiva per mantenere elevata la redditività.

Più articolato invece il quadro del lusso. I numeri operativi restano solidi, ma il mercato ha reagito con maggiore prudenza. Ferrari ha chiuso il trimestre con un Ebitda margin del 39,1% e un portafoglio ordini pieno fino al 2027. Brunello Cucinelli ha registrato una crescita del 20,3% nelle Americhe e del 17,8% in Asia, mentre Moncler ha riportato ricavi pari a 880,6 milioni di euro, in aumento del 12% a cambi costanti.

Nonostante i risultati, Ferrari ha perso il 3,95% in Borsa, Moncler il 2,74% e Brunello Cucinelli l’1,39%. Per Debach non si tratta solo di un tema valutario, ma di una distinzione sempre più netta tra i marchi ultra-esclusivi e quelli più esposti al rallentamento dei consumi globali e del turismo internazionale.

Difesa, AI e healthcare tra i più premiati dal mercato

Nel comparto energia e utilities, i fondamentali restano robusti ma il mercato continua a mantenere un approccio prudente. Saipem è salita del 6,45%, mentre Tenaris ha perso il 6,74%. In calo anche Eni e Snam. Tra le utilities si è distinta Italgas, che ha riportato un EBITDA adjusted di 526,8 milioni di euro, in crescita del 52,6%, segnando il 37° trimestre consecutivo di crescita dall’IPO. Bene anche Terna sul fronte operativo, con ricavi a 988,7 milioni di euro (+9,6%) ed EBITDA a 697,6 milioni (+7%), sostenuti dagli investimenti sul Tyrrhenian Link. Tuttavia il titolo ha ceduto il 2,62% dopo i conti.

Nel settore industriale il mercato ha premiato soprattutto le società legate a difesa, infrastrutture e intelligenza artificiale. Leonardo ha guadagnato il 5,03% grazie a ordini saliti del 31% a 9 miliardi di euro e a un portafoglio superiore ai 57 miliardi. L’Ebitda è cresciuto del 33% a 281 milioni, mentre il ROS è passato dal 5,1% al 6,3%. Positiva anche Prysmian, sostenuta dalla crescita dei data center e dell’infrastruttura AI. I ricavi organici sono aumentati del 5%, con un Ebitda margin al 14,2% e Digital Solutions al 20,6%.

Tra i comparti migliori spicca infine l’healthcare. Amplifon ha guadagnato il 12,40% grazie a un EBITDA margin record del 24,5%, mentre Recordati ha confermato la propria crescita stabile con un EBITDA margin al 39,7% e il business Rare Diseases in aumento del 22,4%.

Il tema emergente della stagione resta però l’intelligenza artificiale. STMicroelectronics ha chiuso il trimestre con ricavi per 3,10 miliardi di dollari (+23%) e prevede ricavi legati ad AI e data center superiori a 500 milioni di dollari nel 2026 e oltre 1 miliardo nel 2027.

“Diciotto società hanno parlato di risultati record, ma diciannove titoli hanno chiuso in rosso dopo i conti”, osserva Debach. “Il mercato non sta premiando il presente, ma le aziende che avranno un ruolo nell’economia dei prossimi dieci anni”.