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Fideuram, alla ricerca di professionisti di valore

Lo sviluppo delle reti di consulenti finanziari del gruppo Intesa Sanpaolo è stata a centro del nuovo piano industriale della banca milanese che è stato prensentato al mercato lo scorso mese di febbraio. Con Fabio Cubelli, condirettore generale di Fideuram ISPB, abbiamo cercato di capire quali sono le figure più ricercate dalla rete di milanese.

Il piano di impresa 2026 – 2029 di Intesa Sanpaolo prevede di aumentare il numero di private banker e consulenti finanziari a 7.500 nel 2029 dagli attuali 7.000. Qual è la principale caratteristica di un consulente Fideuram ISPB?
La caratteristica che distingue un consulente Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking è la capacità di costruire nel tempo una relazione solida e di fiducia con il cliente. Il nostro modello si fonda su una consulenza evoluta che non si limita alla proposta di prodotti finanziari, ma accompagna famiglie e imprenditori nella gestione complessiva d el patrimonio. Il private banker lavora con una visione di lungo periodo e affianca il cliente nelle diverse fasi della vita patrimoniale: dalla gestione degli investimenti alla protezione del patrimonio fino ai temi della pianificazione successoria.

Per facilitare l’ingresso dei junior, che cosa avete previsto per loro?
Il ricambio generazionale è una priorità per le nostre reti. Negli ultimi cinque anni abbiamo inserito oltre 1.000 giovani grazie a programmi strutturati dedicati alla formazione e allo sviluppo della professione. L’obiettivo è accompagnare gradualmente i nuovi ingressi al raggiungimento del break-even, professionale e finanziario, con programmi di formazione, affiancamento sul campo e strumenti che consentano di alimentare nel tempo il proprio percorso di crescita. Crediamo molto nel valore dei giovani talenti e lavoriamo per rendere la professione del consulente sempre più attrattiva per le nuove generazioni, valorizzando preparazione, spirito imprenditoriale e capacità di relazione.

Accanto ai giovani continuate a inserire anche professionisti con esperienza. Di che tipo di professionalità siete alla ricerca?
La crescita delle nostre reti si fonda su un equilibrio tra nuove generazioni e consulenti con esperienza. Continuiamo quindi a inserire professionisti che condividono il nostro modello di consulenza orientato alla relazione di lungo periodo con il cliente.
Cerchiamo banker con una forte cultura della consulenza patrimoniale, capacità di gestire patrimoni articolati e un approccio imprenditoriale nello sviluppo della propria attività. Allo stesso tempo cresce il ruolo delle competenze specialistiche: penso ad esempio alla pianificazione patrimoniale, al wealth planning e al supporto agli imprenditori. In questo senso la possibilità di lavorare in collaborazione con gli specialisti del Gruppo rappresenta un valore importante per i nostri consulenti.

Quali sono gli elementi che rendono la Divisione Private del Gruppo Intesa attrattiva?
La nostra attrattività si fonda su tre elementi principali: la solidità del Gruppo Intesa Sanpaolo, la qualità della piattaforma che mettiamo a disposizione dei consulenti e un modello di consulenza che valorizza la relazione con il cliente.
I nostri banker possono contare su una gamma molto ampia di soluzioni di investimento, servizi patrimoniali evoluti e competenze specialistiche che consentono di rispondere a bisogni sempre più articolati. Accanto a questo continuiamo a investire in formazione, tecnologia e supporto organizzativo, con l’obiettivo di mettere i consulenti nelle migliori condizioni per sviluppare la propria attività professionale.

La consulenza finanziaria è diventata negli anni sempre più complessa. Come sta evolvendo oggi la figura del private banker e quali competenze saranno sempre più centrali nei prossimi anni?
Negli ultimi anni la figura del private banker si è evoluta profondamente. Oggi il consulente è sempre più un professionista della pianificazione patrimoniale complessiva, chiamato ad accompagnare il cliente nelle scelte strategiche che riguardano il patrimonio nel suo insieme. Questo significa integrare competenze finanziarie, fiscali e successorie, ma anche saper interpretare contesti di mercato sempre più complessi e trasformarli in soluzioni concrete per il cliente.
In questo scenario restano centrali la competenza tecnica e l’aggiornamento continuo, ma diventano sempre più importanti anche la capacità di ascolto e la gestione dell’emotività, quindi con grande focus sulla qualità della relazione e sulla visione di lungo periodo.

 

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di aprile 2026 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.