Borse cinesi in lieve rialzo: Hong Kong guadagna lo 0,29%, Shanghai poco sopra la parità
Chiusura positiva per i mercati azionari cinesi, con l’indice Hang Seng di Hong Kong che segna un incremento dello 0,29%, mentre il Shanghai Composite chiude con un timido +0,01%. Questi risultati riflettono un cauto ottimismo tra gli investitori, alimentato dalla ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, un tema che ha catturato l’attenzione dei mercati internazionali.
La giornata di oggi si è conclusa con l’indice Hang Seng a 25.947,32 punti e il Shanghai Composite a 4.027,21 punti. L’attenzione degli investitori è ora rivolta alla pubblicazione delle statistiche sul PIL cinese del primo trimestre, attese per domani. Il consensus degli analisti prevede una crescita del 4,8% su base annua, un’accelerazione rispetto al 4,5% del trimestre precedente.
Questa attesa per i dati economici cinesi rappresenta un momento cruciale per i mercati, poiché la crescita del PIL è un indicatore chiave della salute economica del paese. Gli investitori globali monitorano attentamente queste cifre, che potrebbero influenzare le strategie di investimento future.
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La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo
Borgosesia ha deliberato l’emissione in via scindibile di un prestito obbligazionario senior, non subordinato, non garantito, non convertibile e della durata di 3 anni per un ammontare massimo fino a 35 milioni di euro, prevedendo la data di prima emissione entro e non oltre il 30 giugno 2026