Wall Street apre in calo dopo le minacce di Trump: Dow Jones cede lo 0,56%
La giornata di contrattazioni a Wall Street è iniziata con segni negativi, come anticipato dalla debolezza dei future americani. Gli investitori mantengono il focus sugli sviluppi in Medio Oriente, dove le tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz continuano a influenzare i mercati energetici. Attualmente, i contratti sul WTI sono scambiati a 115 dollari, mentre il gas naturale supera i 52 euro/mwh.
Recenti notizie riportano forti esplosioni sull’Isola di Kharg, un importante avamposto iraniano nel Golfo Persico, da cui transita circa il 90% delle esportazioni di petrolio greggio del paese. Questi eventi hanno ulteriormente esacerbato le preoccupazioni degli investitori riguardo alla stabilità della regione.
Dal fronte macroeconomico, il dato principale del giorno riguarda gli ordinativi di beni durevoli negli Stati Uniti, che hanno registrato un calo superiore alle aspettative nel mese di febbraio, come riportato dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti. Questo ha contribuito al clima di incertezza sui mercati.
In apertura, il Dow Jones ha registrato una flessione dello 0,56%, mentre l’S&P-500 è sceso a 6.583 punti con una perdita simile. Anche il Nasdaq 100 ha aperto in territorio negativo, mostrando un calo dello 0,58%, e l’S&P 100 ha seguito con un decremento dello 0,56%.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.