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Private banking: masse crescono a 1.417 miliardi, più titoli e meno liquidità nei portafogli

Anche nei contesti più complessi il mondo del private banking italiano ha continuato ad attrarre nuovi patrimoni. Grazie ai dati dell’ultimo trimestre, provenienti dai 40 operatori private soci, l’Aipb è riuscita a scattare una fotografia del settore. Alla fine del 2025 le masse in gestione hanno raggiunto i 1.417 miliardi di euro, consolidando i risultati di un anno positivo, che già a settembre aveva superato le previsioni per fine dicembre (pari a 1.355 miliardi di euro, +7,8% a/a ).
Nel complesso, la crescita registrata è del +12,7% sul 2024 (+160 miliardi complessivi). Inoltre, con una quota di mercato al 47%, il private banking si conferma il principale canale di investimento e gestore di quasi metà della raccolta indiretta delle famiglie italiane.
“I dati del 2025 confermano la solidità del Private Banking, ma è l’analisi degli ultimi anni a offrire un’indicazione più ampia. In una fase in cui l’incertezza è diventata una componente strutturale, le famiglie ricercano servizi in grado di accompagnarle nel tempo, con una visione complessiva del patrimonio e un orizzonte di medio periodo”, ha commentato Andrea Ragaini, presidente di Aipb. “L’avvio d’anno è caratterizzato da nuove e forti tensioni geopolitiche. In questo contesto il valore della consulenza professionale diventa ancora più evidente, guidando gli investitori nelle fasi di maggiore instabilità del mercato, aiutandoli a mantenere equilibrio e coerenza nelle scelte di investimento”.

La raccolta resiste ai cicli di mercato

L’analisi Aipb degli ultimi anni evidenzia un elemento chiave: la continuità della raccolta nel tempo. Anche nel 2022, anno caratterizzato da forti ribassi dei mercati finanziari, il settore ha registrato flussi netti positivi, confermando una notevole capacità di tenuta.
Un andamento che trova conferma anche nei dati più recenti: nel 2025 la raccolta netta è cresciuta di 58 miliardi (+4,6%), contribuendo alla crescita complessiva del settore insieme all’effetto mercato (+61 miliardi, +4,9%) e ai cambiamenti di perimetro (+40 miliardi, +3,2%).
Secondo l’Aipb la solidità della raccolta si riflette anche nelle modalità di allocazione dei nuovi patrimoni. I flussi si sono infatti distribuiti tra diverse forme di investimento: da un lato, la componente amministrata si è mantenuta su livelli elevati (23 miliardi nel 2025, in linea con i 22 miliardi del 2024), dopo il picco del 2023; dall’altro, la componente gestita ha mostrato un rafforzamento significativo, con fondi comuni e gestioni patrimoniali che hanno raccolto complessivamente 26 miliardi di nuovi flussi (+10 miliardi rispetto all’anno precedente), superando così l’amministrato in termini di raccolta complessiva.
A sostenere questa dinamica ha contribuito, negli ultimi anni, anche il rialzo dei rendimenti obbligazionari, che ha alimentato la domanda di titoli di Stato da parte dei risparmiatori italiani, rafforzando la componente amministrata nei portafogli. Le emissioni retail del Tesoro continuano infatti a registrare un interesse elevato: il BTP Valore collocato nell’ottobre 2025 ha raccolto oltre 16,5 miliardi di euro, mentre l’emissione di marzo 2026 ha superato i 16 miliardi.
Questa dinamica, che coinvolge anche la clientela private, si inserisce in un più ampio processo di evoluzione dei portafogli. Nel corso del 2025 si osserva infatti una progressiva ricomposizione degli asset: la quota di liquidità scende a poco più del 12% delle masse complessive, segnalando una graduale riallocazione verso strumenti di investimento.
Nel complesso, emerge una struttura dei portafogli più articolata e diversificata, coerente con un contesto caratterizzato da incertezza persistente e dalla necessità di mantenere un equilibrio tra opportunità di rendimento con un’attenta gestione del rischio.