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Consulenti finanziari: il 2026 parte col botto, raccolta netta a 3,9 miliardi di euro

Il 2026 si apre con un segnale positivo per le reti di consulenza finanziaria delle banche aderenti a Assoreti. A gennaio la raccolta netta raggiunge i 3,9 miliardi di euro, segnando una crescita del 12,4% rispetto ai 3,5 miliardi registrati nello stesso mese del 2025.

Gli investimenti netti complessivi si attestano a 2,5 miliardi di euro, mentre 1,4 miliardi vengono temporaneamente parcheggiati su conti correnti e depositi, a indicare una fase di attesa e riallocazione delle risorse nei portafogli degli investitori. Nel primo mese dell’anno cresce anche la clientela seguita dalle reti di consulenza. Il numero di clienti supera i 5,45 milioni, con un incremento di circa 26 mila unità rispetto a dicembre 2025.

Secondo Marco Tofanelli, segretario generale di Assoreti, l’avvio del 2026 conferma la capacità del modello di consulenza di adattarsi a un contesto di mercato in evoluzione. La crescita della raccolta, osserva, suggerisce che i risparmiatori stanno consolidando un approccio più strutturato e orientato al medio-lungo periodo, privilegiando soluzioni diversificate. L’aumento della liquidità nei portafogli rappresenterebbe quindi una fase fisiologica di gestione e riallocazione, in cui la consulenza assume un ruolo sempre più strategico.

Il contributo del risparmio gestito

Per quanto riguarda il risparmio gestito, le risorse nette raggiungono 1,6 miliardi di euro, con una crescita del 5,3% su base annua. A sostenere i flussi è soprattutto il comparto assicurativo-previdenziale. La distribuzione diretta di quote di fondi comuni genera 598 milioni di euro di raccolta netta, con la parte prevalente indirizzata verso fondi di diritto estero, che raccolgono 509 milioni, mentre i fondi aperti di diritto italiano registrano un saldo positivo di 44 milioni.

Le scelte diinvestimento continuano a privilegiare i fondi obbligazionari, che attirano 321 milioni di euro di investimenti netti, seguiti dai fondi flessibili con 202 milioni. Il bilancio resta positivo anche per i fondi azionari, con 11 milioni, e per i fondi monetari, con 14 milioni, mentre i fondi bilanciati registrano deflussi per 57 milioni di euro.

Le gestioni patrimoniali individuali chiudono il mese con una raccolta netta di 42 milioni di euro. In questo ambito le risorse si concentrano soprattutto nelle gestioni patrimoniali in fondi (GPF), che registrano 46 milioni, mentre il saldo delle gestioni patrimoniali mobiliari (GPM) risulta leggermente negativo, pari a –5 milioni.

Polizze e previdenza in forte crescita

Particolarmente dinamica la componente assicurativa e previdenziale. I versamenti netti sui prodotti assicurativi e previdenziali raggiungono complessivamente 937 milioni di euro, più che raddoppiando il risultato di gennaio 2025. Il contributo principale arriva dalle unit linked, con 659 milioni di premi netti, mentre le polizze vita tradizionali raccolgono 97 milioni. Positivo anche il bilancio dei fondi pensione, con 97 milioni, e dei piani previdenziali individuali, con 80 milioni.

Nel complesso, nel mese di gennaio il contributo delle associate al sistema degli Oicr aperti attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote è positivo per circa 1,4 miliardi di euro, pari al 42,7% dei flussi netti complessivi registrati dall’industria dei fondi aperti, che nello stesso periodo raggiungono 3,2 miliardi di euro.

Etp in evidenza nel risparmio amministrato

Sul fronte del risparmio amministrato, la raccolta netta si attesta a 950 milioni di euro, anche se il dato risulta in forte calo su base annua, con una flessione del 63,6% rispetto allo stesso mese del 2025. A distinguersi sono gli exchange traded product, che registrano 715 milioni di euro di investimenti netti, segno di un crescente interesse verso strumenti quotati e facilmente diversificabili. Positivo anche il saldo delle operazioni sui titoli azionari, pari a 333 milioni, sui certificate con 239 milioni e sulle obbligazioni corporate con 172 milioni.

Di contro, risultano in uscita i titoli di Stato, con un saldo negativo di 446 milioni di euro, e gli strumenti del mercato monetario, che registrano deflussi per 148 milioni.