Il 2025 si chiude come un anno da ricordare per le reti di consulenza finanziaria italiane, che archiviano il miglior risultato di raccolta netta di sempre. I numeri di Assoreti raccontano di un settore in piena salute, capace non solo di intercettare i flussi di risparmio delle famiglie, ma anche di orientarli in modo sempre più strutturato verso soluzioni di investimento coerenti con obiettivi di lungo periodo. Nel complesso, la raccolta netta annuale raggiunge i 60,8 miliardi di euro, segnando una crescita significativa rispetto ai 51,6 miliardi del 2024 e confermando un trend di rafforzamento che va oltre la semplice dinamica congiunturale.
Il risparmio gestito motore della crescita
A trainare questo risultato è soprattutto il risparmio gestito, che nel corso dell’anno registra afflussi netti per 37,6 miliardi di euro. Si tratta di un balzo rilevante su base annua, sostenuto in particolare dalla distribuzione di fondi comuni di investimento e dalle soluzioni assicurative e previdenziali. Il dato evidenzia una progressiva riallocazione del risparmio delle famiglie, sempre meno concentrato sulla liquidità e sempre più indirizzato verso strumenti capaci di offrire una maggiore diversificazione e una prospettiva di rendimento nel medio-lungo periodo.
Nel dettaglio, le scelte degli investitori continuano a privilegiare i fondi obbligazionari, seguiti dai fondi flessibili, mentre rimane positivo anche il contributo dei fondi monetari e fondi azionari.
In ambito assicurativo cresce l’interesse per le unit linked, ma si osserva anche un ritorno verso le polizze vita tradizionali, segnale di una ricerca di equilibrio tra rendimento e protezione. Le gestioni patrimoniali chiudono l’anno con un saldo positivo, distribuito in modo sostanzialmente equilibrato tra gestioni in fondi e gestioni mobiliari.
Meno liquidità, più investimenti consapevoli
Accanto al risparmio gestito, anche il risparmio amministrato contribuisce in modo rilevante alla crescita complessiva, con flussi netti pari a 20,6 miliardi di euro.
A sostenere l’andamento sono soprattutto i titoli di Stato, favoriti dalle finestre di collocamento sul mercato primario, e gli ETF, che registrano una crescita significativa su base annua. Più contenuto, ma comunque positivo, il contributo delle obbligazioni corporate e dei certificate.
Di segno opposto è invece l’andamento delle disponibilità liquide, che nel 2025 registrano una forte contrazione. Le risorse parcheggiate su conti correnti e depositi diminuiscono sensibilmente, segnale di una maggiore propensione all’investimento e di una crescente fiducia nel supporto professionale offerto dai consulenti finanziari. In questo contesto si rafforza anche il ruolo della consulenza a pagamento, con le risorse nette affluite ai servizi di consulenza finanziaria con fee che raggiungono complessivamente 15,4 miliardi di euro.
Un finale d’anno da record e una base clienti in crescita
Il mese di dicembre 2025 rappresenta un ulteriore punto di forza nella fotografia di fine anno. Con oltre 6,9 miliardi di euro di raccolta netta complessiva, si tratta del miglior risultato mensile mai registrato, in crescita sia rispetto a novembre sia nel confronto con dicembre 2024.
Anche in questo caso è il risparmio gestito a sostenere l’andamento, mentre il risparmio amministrato mantiene un saldo positivo, seppur più contenuto sul piano congiunturale. La consulenza finanziaria con fee specifica, nel solo mese di dicembre, si attesta su livelli superiori alla media mensile dell’intero anno.
A fine 2025 il numero di clienti primi intestatari seguiti dalle reti supera i 5,4 milioni, con un incremento di quasi 250 mila unità rispetto all’anno precedente. Un dato che testimonia la capacità delle reti di ampliare la propria base e di consolidare il rapporto di fiducia con i risparmiatori. Non a caso, il Segretario Generale dell’Associazione, Marco Tofanelli, sottolinea come “il 2025 rappresenta un anno storico per le nostre associate, con la migliore raccolta netta mai registrata, un risultato che consolida ulteriormente il ruolo delle reti nel mercato degli investimenti”. Un traguardo che, oltre al valore economico, conferma la funzione anche sociale della consulenza finanziaria, sempre più centrale nel collegare le dinamiche dei mercati ai bisogni concreti delle famiglie.