Amundi archivia il 2025 con numeri da primato. Il gruppo specializzato nell’asset management controllato da Crédit Agricole ha registrato afflussi netti record per 88 miliardi di euro mentre le masse gestite hanno raggiunto il massimo storico di 2.380 miliardi di euro a fine dicembre, in aumento del 6,2% rispetto all’anno precedente.
Masse ai massimi storici nonostante l’effetto cambi
Come si legge in una nota del gruppo, l’incremento degli asset under management riflette sia la forte raccolta sia un effetto mercato e cambi positivo per 62 miliardi di euro, nonostante il deprezzamento del dollaro statunitense (-11%) e della rupia indiana (-16%) rispetto all’euro. Nel solo quarto trimestre gli afflussi netti sono stati pari a 20,9 miliardi di euro, confermando un trend di crescita solido e diffuso.
Nel corso dell’anno gli afflussi netti negli asset a medio-lungo termine hanno raggiunto 81 miliardi di euro, con un contributo determinante della gestione passiva (+76 miliardi), inclusi gli ETF (+46 miliardi). Positiva anche la gestione attiva, che ha raccolto 13 miliardi di euro grazie soprattutto alle strategie obbligazionarie e multi-asset. I flussi sono arrivati in modo bilanciato da clientela retail, istituzionale e joint venture.
Ricavi e utili in crescita, costi sotto controllo
Segno più anche per i ricavi netti rettificati, che si sono attestati a 3.417 milioni di euro, in aumento del 6% rispetto al pro forma 2024. Nello stesso periodo, l’utile netto rettificato è salito a 1.354 milioni di euro e, al netto del contributo fiscale straordinario, avrebbe raggiunto 1.428 milioni (+3%). Infine, il reddito ante imposte rettificato è stato pari a 1.858 milioni di euro, con un rapporto costi/ricavi al 52,1%, a conferma di un’elevata disciplina operativa.
“Il 2025 segna il lancio con successo del nostro nuovo piano strategico “Invest for the Future”, con afflussi netti record di +88 miliardi di euro, ben diversificati tra i nostri segmenti di clientela, le nostre competenze e le nostre aree geografiche, e un patrimonio gestito al suo massimo livello, pari a 2.380 miliardi di euro – ha commentato la CEO Valérie Baudson (nella foto) – Questo slancio si riflette nei nostri risultati: l’utile ante imposte è in crescita del +6% su base annua, trainato dalla crescita delle commissioni di gestione e dei ricavi tecnologici, mantenendo al contempo la nostra efficienza operativa leader di settore”. “Dopo aver investito con successo il capitale in eccesso in quattro operazioni di M&A creative e di valore, proponiamo ora un dividendo di 4,25 euro per azione per il 2025 e la restituzione di 500 milioni di euro agli azionisti tramite riacquisto di azioni proprie”, ha aggiunto Baudson, sottolineando l’attenzione alla remunerazione degli azionisti.
Innovazione, sostenibilità e tecnologia
Nel 2025 Amundi ha accelerato sui pilastri strategici: dalla distribuzione digitale, che ha generato 10 miliardi di euro di afflussi, alla previdenza complementare, con l’aggiudicazione di un mandato chiave nel nuovo regime pensionistico irlandese ad adesione automatica. Forte il contributo dell’Asia, che ha rappresentato il 40% della raccolta netta del gruppo (+33 miliardi).
Sul fronte dei prodotti, il gruppo ha lanciato il primo fondo monetario tokenizzato, nuove soluzioni “Smart Solutions” e fondi tematici su biodiversità e green bond. Amundi Technology ha registrato una crescita dei ricavi del 45% rispetto al 2024, acquisendo 10 nuovi clienti e ampliando la presenza geografica.