Fonte: Istock
Il mercato del lavoro italiano sta cambiando in maniera profonda. Per le aziende non è più sufficiente pubblicare annunci e aspettare le candidature: sempre più professionisti preferiscono strategie alternative, mentre le aziende devono adattarsi per non restare scoperte.
Secondo un recente studio condotto con alcune società associate ad Assoconsult, l’Associazione di Confindustria che rappresenta le principali aziende di consulenza, emerge una tendenza chiara: i candidati si propongono sempre meno tramite annunci e cercano invece contatti diretti di head hunter oppure opportunità tramite relazioni personali.
Lavoro: drastica diminuzione delle candidature tradizionali
I numeri parlano da soli. Rispetto a dieci anni fa, le candidature agli annunci sono diminuite dell’85%, un calo già evidente prima della pandemia e ulteriormente accentuato negli ultimi anni. Dalle interviste condotte con aziende come Hunters Group, Lovati & Associati, EHR Italy, About Job, Valtellina Lavoro, Marzia Pieri & Associati, Sinthema e RIGI s.a.s, emerge uno scenario condiviso: le candidature spontanee aumentano, mentre quelle che rispondono a offerte pubbliche sono drasticamente ridotte. In molti casi, meno della metà dei candidati selezionati proviene dal canale degli annunci, confermando che la ricerca diretta sta diventando la modalità più efficace.
Joelle Gallesi, managing director di Hunters Group e membro del consiglio di Assoconsult, osserva:
“Il calo delle candidature non riguarda solo un settore specifico. Dai professionisti IT al finance, dalla costruzione alle vendite, la difficoltà è generale. I candidati oggi preferiscono farsi intercettare, piuttosto che rispondere passivamente agli annunci”.
Contatto diretto e head hunting: la nuova frontiera
Oggi, la differenza la fa il contatto diretto. Molti candidati preferiscono essere individuati tramite head hunter o tramite relazioni professionali consolidate. Questo approccio aumenta le possibilità di successo, perché evita di perdere tempo su posizioni non in linea con il proprio profilo.
Gallesi aggiunge: “I candidati mirati puntano a chi gestisce realmente le selezioni. Rispondere agli annunci non è più percepito come la strada più efficace”.
I dati confermano questa evoluzione: nel settore IT, le candidature per la stessa posizione sono diminuite del 76% rispetto al 2019; nel finance, il calo raggiunge il 91% in sei anni. Situazioni simili si riscontrano nel commerciale (-81%) e nella costruzione (-88%).
La qualità delle candidature in calo
Non si tratta solo di numeri: anche la qualità delle candidature tradizionali è diminuita. Molti candidati inviano CV generici o fuori target, proponendosi per posizioni che non rispecchiano competenze o esperienze pregresse. Questo rallenta i processi di selezione e aumenta il lavoro dei recruiter. Gallesi commenta: “Si osserva una perdita della capacità di autovalutazione professionale. Le aziende devono confrontarsi con candidature non sempre coerenti, rendendo necessario un approccio più mirato e strategico”.
Il ruolo cruciale del networking
In questo contesto, il networking diventa fondamentale. Le relazioni personali e i contatti diretti non sono più un vantaggio accessorio, ma strumenti decisivi per trovare o proporre talenti. Gli head hunter riescono a mettere in contatto candidati e aziende in modo mirato, aumentando la probabilità di un abbinamento efficace e riducendo tempi e rischi.
Chi cerca lavoro deve quindi curare la propria rete professionale, essere visibile nei canali giusti e puntare a contatti diretti con chi prende le decisioni. Non è più sufficiente inviare CV generici: serve un approccio strategico per emergere in un mercato sempre più selettivo.
Cosa cambia per le aziende
Le imprese devono ripensare completamente le proprie strategie di talent acquisition. Gli annunci pubblici non bastano più: per coprire posizioni critiche è necessario pianificare ricerche mirate, collaborare con head hunter e valorizzare reti di contatti diretti. Solo così è possibile individuare candidati qualificati e velocizzare il processo di selezione, evitando ritardi e inefficienze.
Assoconsult sottolinea che la ricerca diretta è ormai il canale principale per trovare talenti, soprattutto in ruoli specialistici o difficili da coprire. Gli head hunter diventano quindi strumenti centrali nella gestione delle risorse umane.