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Comprare casa nelle grandi città: servono in media 6,8 anni di stipendio

Comprare casa nelle grandi città italiane continua a rappresentare uno sforzo economico significativo. Secondo l’ultima analisi dell’ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, nel primo semestre del 2025 servono in media 6,8 annualità di stipendio per acquistare un’abitazione nelle principali aree urbane del Paese. Un dato che fotografa bene quanto il mercato resti complesso, soprattutto per chi cerca la prima casa.

Milano resta irraggiungibile: servono quasi 13 anni di stipendio

Il divario tra le città italiane continua a essere ampio. Milano si conferma saldamente in cima alla classifica, con 12,9 annualità necessarie per comprare un immobile, complice un prezzo medio che sfiora i 4.466 euro al metro quadrato. Il capoluogo lombardo non conosce rallentamenti e rimane la piazza più costosa del Paese, sostenuta da una domanda elevata, da un mercato del lavoro dinamico e da un’offerta abitativa spesso insufficiente rispetto alle esigenze della città.

Subito dietro troviamo Roma, dove servono 9,2 annualità, e Firenze, che si attesta poco più in basso con 9,1 annualità. Due città diverse per struttura e mercato, ma accomunate da un costo della vita crescente e da una domanda immobiliare ancora vivace.

Le città più accessibili: Palermo e Genova in fondo alla classifica

Sul fronte opposto della classifica spiccano Palermo e Genova, le città più accessibili tra le grandi realtà italiane. Nel capoluogo siciliano ne bastano 3,4, grazie a un prezzo medio di 1.163 euro al metro quadrato; a Genova invece servono 3,5 annualità, con valori che si aggirano attorno ai 1.196 euro al metro quadrato. Qui il mercato immobiliare rimane più equilibrato, complice un andamento dei prezzi storicamente più contenuto e una domanda meno pressante rispetto ad altre grandi città del Nord.

Uno sguardo al passato: il picco del 2007 e l’ascesa di Milano

Per capire l’attuale fotografia del mercato è utile tornare agli anni precedenti alla grande crisi finanziaria. Il 2007 rappresenta ancora oggi il livello massimo raggiunto dagli indicatori di accessibilità: all’epoca servivano oltre 10 annualità per acquistare casa nelle principali città italiane. La città più costosa era Roma, dove si arrivava a 14,8 annualità, seguita da Milano, ferma comunque a quota 14.

Per oltre un decennio la capitale è rimasta in testa alla classifica, fino al 2019, quando il sorpasso si è finalmente compiuto: Milano ha superato Roma diventando la città più cara d’Italia, con 11 anni di stipendio necessari per comprare casa. Da allora la distanza tra le due realtà si è ampliata ulteriormente, confermando il trend di un mercato milanese in costante espansione e sempre più distante dal resto del Paese