Economia

Dojo e la sfida dei pagamenti digitali in Italia

Un anno pieno di soddisfazioni, in un mercato competitivo come quello nostrano. Si può riassumere così il primo bilancio di Dojo, player internazionale nei pagamenti digitali, che ha avviato le sue operazioni in Italia 12 mesi fa. Per capire come l’azienda sta affrontando il mercato e quali sono i suoi piani futuri, abbiamo incontrato Antonio Di Berardino, General Manager Italia di Dojo.

L’arrivo di Dojo in Italia

“L’ingresso in un Paese nuovo per qualsiasi azienda richiede sicuramente tanto studio. Eravamo preparati ad affrontare un livello competitivo molto elevato, e questo è il riscontro che poi abbiamo avuto. Confrontarci con una realtà che conoscevamo sulla carta, ma non davvero, è stata sicuramente la sfida più importante”, esordisce Di Berardino.

Una sfida che Dojo sembra aver superato con successo, stando ai risultati ottenuti. L’accoglienza da parte del mercato italiano è stata un fattore chiave, come sottolinea il manager:

“Il mercato ci ha accolto, oserei dire, a braccia aperte. Il riscontro che gli esercenti ci stanno dando è sempre incoraggiante e ci sta permettendo di scalare i numeri in maniera importante. Questo ci ha permesso di stabilirci come un player che sta crescendo tanto. A settembre abbiamo dovuto cambiare ufficio perché ci siamo ingranditi e stiamo crescendo come staff”.

Il lancio di Dojo Pocket

Al centro della strategia di Dojo c’è una missione chiara: semplificare il lavoro dei propri clienti. In questa filosofia si inserisce il lancio del nuovo prodotto Dojo Pocket, un terminale di pagamento portatile pensato per trasformare l’esperienza d’acquisto.

“Il Pocket è un device portatile con connettività 4G e Wi-Fi che permette agli esercenti di uscire da dietro la cassa e far vivere l’esperienza al cliente in maniera più piena. L’obiettivo è superare l’ostacolo del pagamento, spesso visto come un momento di frizione, e integrarlo in modo fluido all’interno del punto vendita. Mentre prima infatti l’esperienza del cliente era bloccata dal momento del pagamento, il Dojo Pocket permette di eliminare questo blocco. Allo stesso tempo, consente all’esercente di facilitare un momento che notoriamente non è il più bello dell’esperienza d’acquisto, senza dimenticare l’ecosistema che permette un’integrazione con i sistemi di cassa e una semplificazione di tutte le attività di backoffice”, sottolinea al riguardo il manager.

L’idea di fondo, continua Di Berardino, è “dare al cliente la possibilità di concentrarsi sul suo business, lasciando a noi la gestione di attività importanti ma non centrali per lui”.

Il futuro della digitalizzazione

Con una solida base costruita nel suo primo anno, Dojo guarda ora al futuro con piani ambiziosi per l’Italia. L’azienda punta a essere protagonista nel processo di digitalizzazione dei pagamenti nel nostro Paese, un trend spinto sia dal mercato che dalla normativa.

“Siamo arrivati in Italia in un momento in cui la nostra tecnologia all’avanguardia ci permette di rispondere alle esigenze di innovazione in maniera rapida”, afferma il Country Head Italia di Dojo.

Un passo importante in questa direzione sarà la partecipazione al Salone dei Pagamenti, in programma a Milano a fine mese, un evento chiave per l’industry.

“Il prossimo futuro ci vede protagonisti al Salone dei Pagamenti. È il nostro primo anno e per noi è una milestone importante, un ingresso molto visibile nel settore. Per il futuro, continueremo a seguire la nostra roadmap, fornendo prodotti e servizi che permettano ai nostri esercenti di lavorare nel migliore dei modi possibili”, conclude Di Berardino.

Guarda l’intervista completa

Per approfondire il tema, puoi guardare direttamente da qui l’intervista integrale ad Antonio Di Berardino di Dojo.