Il futuro è qualcosa che inventiamo. Il futuro è un prodotto della nostra immaginazione. Questo è un pensiero incredibilmente liberatorio, perché significa che il mondo in cui vivremo è quello che costruiremo noi. Per certi versi, il futuro non è conoscibile.
Ma per altri aspetti, il futuro è qualcosa che possiamo plasmare, ed è questa la parte molto eccitante.
Il motivo per cui sono un ottimista è che credo che il futuro sia malleabile e che possiamo davvero cambiarlo. Questo ci dà molto potere ma, al tempo stesso, molta responsabilità. Qui entra in gioco anche uno degli elementi più caratterizzanti il nostro tempo: la tecnologia. La cosa più grande della tecnologia, l’aspetto più importante, non sono gli strumenti in sé, ma come questi strumenti noi li utilizzeremo.
Il futuro sarà determinato dalle scelte che facciamo su come decidiamo di impiegare la tecnologia. Una delle peculiarità del mondo di oggi, inoltre, è incarnata dalle forze fresche del pianeta, dai giovani. Nei giovani di oggi c’è una enorme quantità di ottimismo ed energia, ed in qualche modo riescono a mantenere vivo l’entusiasmo rispetto al futuro che vivranno.
Vedono possibilità che le generazioni precedenti non vedevano. Sono molto più consapevoli della natura globale del mondo e capiscono che le scelte che fanno oggi possono avere impatti enormi domani.
Se riusciamo ad attingere alla loro energia, a quel loro sano ottimismo, possiamo creare un futuro migliore del presente. Ma ciò richiede intenzionalità nelle scelte che facciamo e che si pensi con responsabilità alle conseguenze a lungo termine delle nostre azioni.
Di fatto, l’ottimismo non riguarda solo il pensare che le cose miglioreranno: essere ottimisti vuol dire fare i passi necessari per fare in modo che oggi sia migliore di ieri e domani lo sia di oggi.