BTP: domanda record a 200 mld per i nuovi titoli a 7 e 30 anni. Chi ha comprato i titoli
Fonte: Istock
Il ministero dell’Economia ha reso noto i dettagli del collocamento del nuovo benchmark BTP a 7 anni, con scadenza 15 novembre 2032 (rendimento lordo del 3,33%), e del nuovo benchmark BTP a 30 anni, con scadenza 1° ottobre 2055 (rendimento lordo del 4,732%).
L’importo emesso è stato pari a 18 miliardi di euro a fronte di una domanda record che ha superato i 200 miliardi di euro, di cui circa 110 miliardi per il nuovo titolo a 7 anni e circa 108 miliardi per quello a 30 anni.
Chi ha comprato i nuovi Btp
All’operazione hanno partecipato oltre 300 investitori internazionali per il BTP a 7 anni, mentre poco meno di 400 hanno preso parte al BTP 30 anni.
Nel dettaglio i fund manager hanno sottoscritto il 41,6% dell’emissione del BTP a 7 anni ed il 37,7% dell’emissione del BTP a 30 anni. Alle banche è stato allocato il 30,4% del titolo settennale ed il 19,9% del titolo trentennale. Gli investitori con un orizzonte di lungo periodo hanno sottoscritto una quota pari al 24,6% per il BTP a 7 anni (di cui l’8,9% assegnato a fondi pensione e assicurazioni e il 15,7% a banche centrali e istituzioni governative) e al 38,1% per il titolo a 30 anni (di cui il 14,4% a fondi pensione e assicurazioni e il 23,7% a banche centrali e istituzioni governative).
Agli hedge fund è stato allocato circa il 2,7% per il titolo a 7 anni e il 3,9% nel titolo a 30, mentre una quota residuale è stata sottoscritta da altri investitori.
I due collocamenti hanno visto una partecipazione diversificata (oltre 35 paesi sul BTP 7 anni e più di 40 sul BTP a 30 anni), con un grande interesse da parte degli investitori esteri.
Infatti, secondo il Mef la quota allocata presso questi ultimi è stata pari al 77,5% per il titolo a 7 anni e al 75,5% per il titolo a 30 anni, mentre gli investitori domestici hanno sottoscritto rispettivamente il 22,5% e il 24,5%.
Tra gli investitori esteri, la quota più rilevante del collocamento è stata sottoscritta in Europa, in particolare da Regno Unito (26,2% sul 7 anni e 26,1% sul 30 anni), Paesi Scandinavi (10,8% e 13,4%), Germania, Austria e Svizzera (8,9% e 8,3%), Penisola Iberica (7,5% e 6,5%), Francia (5,8% e 3,7%) e da altri Paesi europei (4,4% e 6%).
Rilevante la quota collocata in Medioriente, pari all’11,4% e all’8% rispettivamente sui titoli a 7 e 30 anni. Gli investitori nordamericani hanno sottoscritto l’1,6% per il titolo a 7 anni e il 2,4% sul titolo a più lunga scadenza, mentre la quota residuale dei due collocamenti è stata allocata ad altri investitori non europei.
Il collocamento è stato effettuato tramite la costituzione di un sindacato composto da sei lead manager, Banco Bilbao Vizcaya Argentaria, Citibank, Deutsche Bank, J.P. Morgan, Morgan Stanley e Nomura, con gli altri Specialisti in titoli di Stato che hanno rivestito il ruolo di co-lead manager dell’operazione.