Consob: a Piazza Affari meno società quotate e più segnalazioni di operazioni sospette
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Nel giugno 2025, la capitalizzazione di Piazza Affari ha raggiunto i 939 miliardi di euro. È quanto emerge dalla Relazione annuale presentata dalla Consob. Un dato in crescita rispetto agli 824 miliardi registrati al 31 dicembre 2024 – pari al 38% del PIL – e ben superiore ai 754 miliardi del 2023. La Commissione evidenzia tuttavia come il rapporto capitalizzazione/PIL resti inferiore rispetto a quello di altri Paesi, anche europei.
Meno società quotate, ma mercati più “pesanti”
Nonostante la crescita della capitalizzazione, nel primo semestre del 2025 è proseguito il trend di riduzione del numero di società quotate. Al 31 dicembre 2024 le società presenti sul mercato principale erano 209, così come 209 erano quelle sull’Egm (Euronext Growth Milan). Attualmente, invece, le società sul mercato principale sono scese a 202, mentre sull’Egm sono 204.
Boom di segnalazioni per abusi di mercato
Altro dato significativo riguarda l’aumento delle segnalazioni di operazioni sospette. Nel 2024 la Consob ha ricevuto 593 segnalazioni relative a possibili abusi di mercato, in netto aumento rispetto alle 440 del 2023 (+34,8%). Di queste, 452 sono arrivate da soggetti italiani obbligati in base al Regolamento sugli abusi di mercato (erano 326 l’anno precedente), mentre 107 sono state trasmesse da autorità estere (101 nel 2023).
La Consob, a sua volta, ha trasmesso 64 segnalazioni alle autorità di altri Paesi, contro le 38 del 2023. Queste riguardano principalmente presunti casi di insider trading.
Il nodo Borsa Italiana-Euronext: “Serve un impegno politico”
Durante l’incontro annuale con il mercato finanziario, il presidente della Consob Paolo Savona ha sollevato alcune perplessità sulla collocazione della Borsa Italiana all’interno del gruppo Euronext. Secondo Savona, gli accordi stipulati con il Governo all’epoca dell’ingresso nella holding olandese non hanno chiarito se il management del gruppo debba seguire una logica puramente economica o se, al contrario, debba tutelare gli interessi nazionali delle singole piazze finanziarie.
La vigilanza su Euronext è affidata a un College of Regulators composto dalle sette autorità nazionali (le “Consob” dei vari Paesi), che però – ha sottolineato Savona – non dispone di poteri risolutivi per affrontare i dilemmi interpretativi legati alle diverse normative locali.
Verso l’Unione dei Capitali e dei Risparmi
Per Savona, serve un impegno politico coordinato tra gli Stati coinvolti, con l’obiettivo di inserire il tema nel più ampio processo di creazione dell’Unione Europea dei Mercati dei Capitali e, ancora più ambiziosamente, di una vera e propria Unione Europea dei Risparmi e degli Investimenti. Solo così, ha affermato, sarà possibile completare il mercato unico dei beni in un’area monetaria comune.
Il presidente della Consob ha concluso sottolineando che queste iniziative, pur valide, faticano a decollare a causa della “strenua difesa delle diversità normative e istituzionali” che ancora oggi ostacolano il pieno utilizzo del risparmio europeo per alimentare la ripresa degli investimenti.