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Goldman Sachs: con oro e petrolio si proteggono i portafogli nel lungo periodo

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Dopo che i titoli di Stato americani hanno fallito nel ruolo di protezione contro il ribasso dei mercati azionari e con il rapido aumento del costo del debito negli Usa, gli investitori cercano nuove difese per i portafogli bilanciati. Due le conclusioni strategiche: allocazioni mirate in oro e petrolio si confermano utili per gli orizzonti di investimento superiori ai 5 anni. Così gli analisti di Goldman Sachs. Daan Struyven, Lina Thomas e Samantha Dart in un report dal titolo “Il caso strategico dell’oro e del petrolio nei portafogli a lungo termine”.

Oro e petrolio: gli scudi anti-inflazione

Storicamente, l’oro e i contratti petroliferi avanzati sono tra le coperture più efficaci contro le due principali minacce ai portafogli azionario-obbligazionari: da una parte perdita di credibilità della politica monetaria o fiscale (dove l’oro è l’ancora di salvezza) e dall’altra shock negativi sull’offerta (dove il petrolio fa da paracadute).

In primo luogo, la storia suggerisce che le allocazioni positive di lungo periodo all’oro e ai futures sul petrolio potenziati sono ottimali per gli investitori che cercano di minimizzare il rischio o la coda delle perdite per un determinato rendimento. Il motivo principale è che l’oro e il petrolio sono coperture critiche contro i due principali shock inflazionistici che possono colpire i rendimenti dei portafogli azionari e obbligazionari. L’oro copre dalle perdite di credibilità delle banche centrali e dei bilanci, mentre il petrolio spesso protegge dagli shock negativi dell’offerta. In effetti, in qualsiasi periodo di 12 mesi in cui i rendimenti reali sono stati negativi sia per le azioni che per le obbligazioni, il petrolio o l’oro hanno generato rendimenti reali positivi.

In secondo luogo, continuano ancora gli analisti, nei portafogli a lungo termine raccomandiamo un’allocazione all’oro superiore al normale e un’allocazione al petrolio inferiore al normale.

Più oro nei portafogli strategici, meno petrolio (ma con cautela)

Gli analisti di Goldman Sachs quindi suggeriscono di sovrappesare l’oro e sottopesare il petrolio nei portafogli strategici a lungo termine.

L’oro in particolare è favorito dai rischi crescenti per la stabilità istituzionale USA (espansione fiscale, pressioni sulla Fed) e dalla domanda delle banche centrali. Il petrolio invece è sottopesato per via dell’attuale capacità produttiva disponibile, che limita i rischi di scarsità nel biennio 2025-2026. Tuttavia, da dopo il 2028, un calo della produzione extra-OPEC potrebbe riaccendere rischi inflattivi legati all’energia.

Per chi investe nel breve (0-2 anni), invece, si consiglia di usare opzioni put sul petrolio per coprirsi da eventuali rischi recessivi e beneficiare dell’aumento dell’offerta.