Investimenti

Btp: tutti i collocamenti del terzo trimestre

Il ministero dell’Economia prepara una nuova fase del programma di finanziamento del debito pubblico con il lancio di quattro nuovi titoli titoli nel terzo trimestre del 2026. Lo prevede il programma trimestrale di emissione pubblicato dal Dipartimento del Tesoro, che conferma una strategia orientata a garantire continuità di raccolta lungo tutta la curva delle scadenze, in un contesto caratterizzato da esigenze di rifinanziamento ancora elevate e da un costo del debito in moderata crescita.

Quattro nuove scadenze sulla curva

I nuovi benchmark riguarderanno un BTp Short Term con scadenza 30 ottobre 2028, un BTp quinquennale con scadenza 1° febbraio 2032, un titolo settennale con scadenza 15 settembre 2033 e un nuovo BTp decennale con scadenza 1° ottobre 2036. Le nuove emissioni andranno ad arricchire il paniere di riferimento del mercato secondario, contribuendo a mantenere elevata la liquidità dei titoli italiani sui diversi segmenti della curva.

Accanto ai nuovi collocamenti, il Tesoro continuerà ad alimentare i benchmark già in circolazione attraverso ulteriori tranche. In particolare, saranno offerte nuove quote del BTp 3% con scadenza 15 settembre 2029, del BTp 3,15% con scadenza 1° giugno 2031, del BTp 3,30% con scadenza 15 giugno 2033 e del BTp 3,80% con scadenza 1° luglio 2036.

Emissioni lorde tra 130 e 145 miliardi

Sul fronte della raccolta, il Mef stima che nel periodo compreso tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2026 le emissioni lorde di titoli a medio-lungo termine si collocheranno in un intervallo compreso tra 130 e 145 miliardi di euro. La previsione tiene conto delle attuali disponibilità di cassa, delle operazioni effettuate nel mese di giugno e di quelle già annunciate con regolamento entro il 30 giugno, per un ammontare complessivo di circa 50 miliardi.

Il Tesoro precisa che tali stime sono formulate al netto dei prestiti previsti nell’ambito dei programmi europei Next Generation EU e SAFE per il 2026, nonché delle attività di gestione della liquidità che potranno essere effettuate nel corso dell’anno. Considerando il profilo delle scadenze, le emissioni nette nel secondo semestre vengono stimate in un intervallo compreso tra 10 e 25 miliardi di euro.

Funding già realizzato nei primi mesi dell’anno

I dati aggiornati confermano l’intensità dell’attività di funding già realizzata nei primi cinque mesi dell’anno. A fine maggio il Tesoro aveva collocato titoli di Stato a medio-lungo termine per un valore nominale complessivo di circa 171,5 miliardi di euro. Le risorse raccolte hanno consentito non soltanto di coprire il fabbisogno del settore statale, ma anche di rifinanziare titoli in scadenza, inclusi strumenti emessi sui mercati internazionali e operazioni di concambio e riacquisto, per un ammontare complessivo di circa 133 miliardi.

Per la seconda parte dell’anno l’attenzione resterà concentrata sul consistente volume di rimborsi in calendario. Tra giugno e dicembre giungeranno infatti a scadenza titoli di Stato a medio-lungo termine per circa 128 miliardi di euro, ai quali si aggiungerà il fabbisogno finanziario dello Stato dei prossimi mesi.

Vita media del debito in lieve aumento

Sul piano della sostenibilità del debito, il profilo resta sostanzialmente stabile. La vita media del debito pubblico si è attestata a 6,96 anni al 31 maggio, in lieve aumento rispetto ai 6,92 anni registrati alla fine del 2025. Un’evoluzione che conferma la strategia del Tesoro volta a mantenere una struttura delle scadenze equilibrata e meno esposta alle oscillazioni dei tassi di interesse.

Resta tuttavia in crescita il costo della nuova raccolta. Il costo medio all’emissione dei titoli collocati nei primi cinque mesi del 2026 si è attestato al 2,91%, rispetto al 2,75% medio registrato nel 2025. Un incremento che riflette il permanere di condizioni monetarie più restrittive rispetto agli anni precedenti, pur in un quadro di progressiva normalizzazione dei mercati obbligazionari europei.