Argotec, nel 2025 punta a 60 mln di ricavi e a nuovi investimenti
Argotec, tra le più promettenti realtà del panorama aerospaziale internazionale, con capitale interamente italiano e attiva nella progettazione di microsatelliti e soluzioni per lo spazio, chiude il bilancio 2024 segnando, per il terzo anno consecutivo, una crescita record a doppia cifra (oltre il 50%).
I numeri danno la misura di quanto questa realtà sia in rapida ascesa e capace di generare utili sin dal primo giorno: nel 2024, infatti, il bilancio si è chiuso registrando un fatturato di 35,4 milioni di euro (12,4 milioni in più rispetto al 2023) e un Ebitda di 2,1 milioni di euro. Un risultato ancora più interessante nonostante gli investimenti – circa 11 milioni (il 30% del fatturato) – destinati a finanziare la crescita strategica delle tre direttrici chiave: ricerca e sviluppo, valorizzazione del personale e la produzione, interamente italiana e gestita in modalità all-in-house.
L’innovazione tecnologica rimane, infatti, al centro della stìrategia di lungo periodo, con attività R&D per soluzioni satellitari sempre più avanzate a terra e in orbita. Parallelamente, la costante crescita dell’organico e il programma di welfare testimoniano l’impegno verso le persone, considerate un prezioso asset di crescita.
Infine, la produzione, che ha realizzato una forte accelerazione grazie all’industrializzazione dei processi e all’inaugurazione dello SpacePark, dove sono stati integrati nuovi laboratori e aree operative di ultima generazione.
Gli obiettivi per il 2025
Per il 2025 gli obiettivi sono di raddoppiare nuovamente il fatturato, superando i 60 milioni di euro, di proseguire nella strategia di sviluppo pluriennale lungo le tre direttrici e di consolidare le attività di produzione nella filiale di Melbourne, in Florida.
Allo studio anche l’apertura a investitori che ne supportino la crescita nazionale e internazionale: la società ha, infatti, importanti collaborazioni con le maggiori Agenzie spaziali, la Difesa italiana, Enti, partner commerciali e realtà industriali a livello globale.
“L’ottima performance che abbiamo registrato nel 2024 è la testimonianza del nostro impegno continuo verso l’innovazione e la sostenibilità – dichiara David Avino, CEO di Argotec – Il programma di crescita di rafforzamento delle nostre capacità produttive sono fondamentali per consolidare la leadership nel settore spaziale e per soddisfare la crescente domanda di soluzioni satellitari avanzate. Guardiamo al futuro con grande ottimismo e pronti a mettere sempre di più il nostro know how, totalmente italiano, al servizio del nostro Paese, dell’Europa e del mondo, per le sfide tecnologiche, ambientali e climatiche che ci attendono”.
Oggi, la capacità produttiva di Argotec ha raggiunto i 50 satelliti l’anno e il modello produttivo all-in-house racchiude tutte le fasi di nascita di un satellite: dall’idea al design, fino alla produzione e ai test, tutto frutto dell’ingegno italiano di giovani professionisti, molti anche di ritorno dall’estero.
Dallo SpacePark di San Mauro Torinese, inaugurato lo scorso ottobre e recentemente visitato dalla Premier Giorgia Meloni, viene effettuata anche la comunicazione con i satelliti già in orbita, attraverso il Mission Control Center: tra quelli monitorati, c’è HEO (Hawk for Earth Observation), primo satellite della costellazione Iride, il programma italiano di osservazione della Terra, voluto dal Governo e coordinato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).
A giugno avverrà il nuovo lancio con otto satelliti, ma la strada è lunga: per questo progetto, Argotec è pronta a lanciarne nello spazio fino a 40 entro il 2026.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo