Economia

Sale il reddito Irpef degli italiani, ma il peso fiscale grava ancora sul ceto medio

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Mentre si avvicina la nuova stagione della dichiarazione dei redditi, arriva una fotografia aggiornata sullo stato dei redditi degli italiani e sulle tasse pagate al Fisco. Partiamo dall’ammontare complessivo dei redditi. Secondo il Dipartimento Finanze del Mef, sono oltre 42,5 milioni le persone fisiche hanno presentato lo scorso anno la dichiarazione dei redditi (Irpef) relativi al 2023, con un incremento in termini di unità dell’1,3% rispetto al 2022. Segno più anche per il reddito complessivo dichiarato, che sfonda i mille miliardi (1.027,7 miliardi, +5,9%) a fronte di un valore medio di 24.830 euro (+5%). Le cose non vanno altrettanto bene quando si passa ad analizzare la distribuzione del carico fiscale.

Un sistema squilibrato

Nonostante l’aumento del reddito medio, il sistema fiscale italiano continua a mostrare forti iniquità nella distribuzione del carico Irpef: ancora una volta, dall’analisi del MEF, emerge che è sempre il ceto medio, ovvero quello con redditi sopra i 35mila euro, a pagare la maggior parte delle tasse, mentre i super ricchi versano al Fisco meno di un decimo del totale.

Statistiche alla mano: il 78% dei contribuenti, con redditi fino a 35.000 euro, dichiara il 36% dell’imposta netta totale, mentre il restante 64% dell’imposta è versato dal 22% dei contribuenti, ovvero quelli con redditi superiori a 35.000 euro. Ancora più marcata è la concentrazione tra i cosiddetti “paperoni”: lo 0,2% dei contribuenti con redditi superiori a 300.000 euro dichiara il 7,1% dell’imposta netta totale.

Ci sono poi oltre 9 milioni di italiani che dichiarano un’imposta netta pari a zero (perché ad esempio hanno un reddito in fasce di esonero o hanno detrazioni che azzerano l’imposta lorda).

Dipendenti e pensionati

Guardando all’importo dell’imposta netta, ovvero quella effettivamente versata all’Erario al netto degli sconti, questa ammonta a 189,9 miliardi di euro (+9%), pari in media a 5.660 euro e viene dichiarata da oltre 33,5 milioni di soggetti (circa il 78,8% del totale).

Le tipologie di reddito maggiormente dichiarate, sia in termini di frequenza sia di ammontare, sono quelle relative al lavoro dipendente (53,9% del reddito complessivo e 55,9% del totale contribuenti) e al reddito da pensione (30% del reddito complessivo e 34,1% del totale contribuenti).

Per entrambe le categorie il reddito medio viaggia a scarto ridotto rispetto alla media nazionale: in particolare, quello da pensione risulta pari a 21.260 euro (-14,4% al valore medio del reddito complessivo), mentre quello da lavoro dipendente è pari a 23.290 euro (inferiore del 6,2%).

Resta gap tra Nord e Sud

Infine, uno sguardo all’analisi territoriale, che conferma la consueta forbice tra Centro-Nord e Sud: la regione con reddito medio complessivo più elevato resta la Lombardia (29.120 euro), segue a ruota la Provincia autonoma di Bolzano (28.780 euro), mentre la Calabria presenta il reddito medio più basso (18.230 euro).

Per quanto riguarda le partite Iva, l’ultima fotografia del MEF evidenzia che ci sono 4,17 i contribuenti che hanno presentato la dichiarazioneper l’anno d’imposta 2023, in lieve flessione rispetto all’anno precedente (-0,9%). Ancora più significativo l’ammontare del volume d’affari dichiarato è risultato pari a oltre 4.737 miliardi (-2,7% rispetto al 2022).