Piazza Affari in rialzo con l’Europa, chiusa Wall Street
Seduta positiva per le borse europee, prive del faro di Wall Street nel Giorno del Ringraziamento. A Piazza Affari, Ftse Mib in rialzo dello 0,5% 33.260 punti, con Nexi (+4%) sostenuta dalla possibile dismissione della Rete Nazionale Interbancaria a Cdp. In luce anche Iveco (+4,2%) mentre perdono terreno Diasorin (-1,4%), Telecom Italia (-1,2%) e Campari (-1%).
Alla vigilia del dato chiave sull’inflazione dell’eurozona, i prezzi al consumo armonizzati della Germania sono rimasti invariati al 2,4% su base annua, a fronte di un aumento previsto dagli analisti, mentre in Spagna hanno accelerato in linea con le stime, anche in questo caso al 2,4%.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si mantiene in area 124 punti base, con il decennale italiano in calo al 3,38% e il benchmark tedesco al 2,14%. Rientrano parzialmente le tensioni sullo spread francese, salito ai massimi dal 2012 in scia alle turbolenze politiche sul tema del bilancio.
Fra le materie prime il petrolio Brent torna in area 72,3 dollari al barile, con l’Opec+ che ha rinviato al 5 dicembre la riunione online prevista per domenica. Oro sostanzialmente stabile a 2.640 dollari l’oncia.
Sul Forex, il cambio euro/dollaro si attesta a 1,055 mentre il dollaro/yen scambia a 151,55. Fra le criptovalute il Bitcoin arretra a 95.200 dollari.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.