Unipol non acquisterà altre azioni di Banca Popolare di Sondrio nei prossimi 6 mesi
Unipol non prevede di aumentare la sua quota di azioni in Banca Popolare di Sondrio nel prossimo semestre. Questa decisione è stata resa nota attraverso una comunicazione inviata alla CONSOB. La partecipazione dell’istituto lombardo rilevata da Unipol è salita dal 9,5% al 19,7% grazie ad una procedura di reverse accelerated bookbuilding.
Unipol non ha intenzione di intervenire sugli organi amministrativi o di controllo attualmente in carica presso Banca Popolare di Sondrio. Questo significa che non verranno proposte integrazioni o revoche degli stessi in tempi brevi.
Unipol, tuttavia, non esclude la possibilità di proporre propri candidati per la scadenza naturale degli organi amministrativi o di controllo. Questa decisione verrà valutata in base alle necessità e alle opportunità che si presenteranno nel futuro.
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Apertura negativa a Wall Street tra l’ondata di vendite sui titoli tecnologici e le rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones perde lo 0,59% a 50.543,14 punti, mentre il Nasdaq lascia sul terreno lo 0,73% a 25.479,39 punti. Negativo anche lo S&P 500, che ha aperto a -0,51% […]
Eni ha acquistato oltre 4 milioni di azioni proprie tra il 1° e il 5 giugno 2026, spendendo quasi 100 milioni di euro. Questa operazione fa parte del programma di buyback per offrire una remunerazione aggiuntiva agli azionisti. Dall’inizio del programma, Eni ha riacquistato 11 milioni di azioni. Il titolo di Eni continua a crescere a Piazza Affari.
Nella settimana conclusasi il 5 giugno, le richieste di mutui ipotecari negli Stati Uniti sono aumentate del 10,8%, segnando una ripresa dopo un precedente calo del 2,5%. Le richieste di rifinanziamento sono cresciute del 15,3%, mentre le nuove domande hanno registrato un incremento del 7,3%. I tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,60%, come riportato dalla Mortgage Bankers Associations (MBA).
La Borsa di Hong Kong ha chiuso in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente e delle preoccupazioni per l’inflazione in Cina. Il settore tecnologico è stato particolarmente colpito, con significative perdite nei semiconduttori e nell’elettronica di consumo. Gli indici di Shanghai e Shenzhen hanno seguito il trend negativo, influenzati dall’aumento dei prezzi alla produzione.